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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il cineforum “Buster Keaton” potrebbe trovare spazio al cinema delle Palme. La demolizione del cineteatro Calabresi ha privato infatti i numerosi appassionati di un luogo ideale per assistere alle proiezioni delle pellicole che nel corso di trenta anni di storia hanno fatto voler bene al “Buster Keaton”: film vecchi e nuovi, di nicchia e semidimenticati o popolari e da riscoprire.
Un esercizio di cultura cinematografica, un modo per passare serate d’inverno fuori dagli schermi televisivi o da quella celluloide dominante, di massa e neanche tanto a buon mercato.
La sala grande del cinema Calabresi aveva una capienza di circa 700 persone: «Era la sala ideale per l’affluenza di pubblico delle nostre serate» ci dice sospirando Giampiero Paoletti, presidente del cineforum sambenedettese. Se salta il Delle Palme per ragioni di prezzo, si ripiegherà sul teatro parrocchiale San Filippo Neri?
I 255 posti della nuova struttura sono certamente meno di quelli del Calabresi, ma ci si potrebbe accontentare. A malincuore, perché evitare il Delle Palme sarebbe una scelta dettata appunto da ragioni di prezzo, sicuramente più alto di quello richiesto per la sala del Calabresi che fu.
E qui dovrebbe entrare in gioco il Comune, che finanzia il cineforum con 1500 euro all’anno, esattamente lo stesso contributo che viene dato ai comitati di quartiere. E, soprattutto, una cifra infinitamente più piccola rispetto a quelle concesse ad altre manifestazioni che si concentrano in pochi giorni estivi o ad altre forme di associazionismo.
Insomma, uno sforzo in più non guasterebbe. E pensare che in passato, parliamo dei primi anni novanta, il contributo comunale ammontava a cinque milioni di lire dell’epoca. Erano gli anni della prima amministrazione Perazzoli, e il “Buster Keaton” si trovò a dover migrare dal vecchio cinema Pomponi al più grande e oneroso cineteatro Calabresi.
Intanto, per il suo trentennale, al Buster Keaton sarà dedicato un capitolo in un testo dedicato all’associazionismo cinematografico nazionale.

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