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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Avvertirò le stesse emozioni dello scorso anno: qualcosa di fortissimo e indicibile». Perché il tempo non può cancellare due stagioni incredibili: una finale play off sfiorata, a vantaggio del Napoli milionario di Aurelio De Laurentiis, con una squadra costruita in poche ore (campionato 2004-2005); ma soprattutto una salvezza raggiunta in una situazione assurda: Samb autogestita, senza un presidente, senza soldi, senza nulla. Sorretta solo dall’amore dei suoi tifosi.
Gianluca Zanetti con la mente ripercorre brevemente quei momenti. «Due annate molto diverse, la prima vissuta con il rammarico di quello che poteva essere e non è stato e il dispiacere, almeno per quello che mi riguarda, per l’infortunio al ginocchio che mi mise fuori causa a marzo; la seconda è stata un mix di rabbia per quanto dovevamo subire, nostro malgrado, e la riconoscenza per la città e i tifosi tutti, che ci hanno aiutato in ogni modo, dentro e fuori dal campo».
Il difensore romagnolo domenica prossima tornerà al Riviera con la maglia della Lucchese. L’anno scorso, più o meno di questi tempi, fu protagonista nelle Marche con il Foggia. Stagione disgraziata quella passata. «Un’amarezza che mi sono portato dietro per tutta l’estate – ammette – perdere la B a pochi secondi dalla fine è stata una mazzata. Merito all’Avellino, ma era fatta. Ad ogni modo ho voltato pagina: adesso c’è la Lucchese e penso solo a questo. La delusione l’ho fatta scivolare via».
La maglia è nuova, le ambizioni invece sono le stesse: anche in Toscana si punta alla promozione.
«Sì, i propositi della società sono ambiziosi. Anche se le pressioni non sono eccessive, sappiamo che la città si aspetta tanto dalla squadra. Purtroppo finora i risultati sono stati al di sotto delle aspettative. Stiamo incontrando delle difficoltà, ma credo sia naturale, anche perché l’organico è molto rinnovato e i meccanismi devono ancora perfezionarsi. Domenica contro la Salernitana abbiamo forse giocato la partita più bella, segno che stiamo crescendo, ma la fortuna non ci ha assistito: loro con un’occasione e mezza hanno fatto due gol».
Che cosa pensa del suo nuovo allenatore Piero Braglia?
«Un tecnico bravo e preparato. Una persona peraltro molto schietta, che le cose ama dirtele in faccia. Chiede sempre il 110% alla squadra, sa insomma essere un grande motivatore. Per quanto mi riguarda per ora non posso che essergli grato: in alcune circostanze, indisponibile qualche “anziano”, ho anche indossato la fascia di capitano. Una grande dimostrazione di fiducia».
Veniamo a domenica: la Samb insegue la prima vittoria della stagione, la Lucchese cerca il riscatto dopo la battuta d’arresto del turno passato.
«Ci serve un risultato positivo, proveremo a portare a casa i 3 punti, in modo tale da riprenderci quello che abbiamo perso contro la Salernitana e far risalire il morale. Rispettiamo la Samb, una formazione giovane, che corre e si sacrifica e che, soprattutto, avrà l’aiuto del pubblico di San Benedetto».
Una considerazione su mister Ugolotti.
«Non lo conosco personalmente. Mi pare comunque che faccia giocare un buon calcio alla sua squadra. Che campionato sarà per la Samb? E’ presto per dirlo, mi auguro possa salvarsi tranquillamente, anche se con una squadra così giovane, nonostante qualche elemento di esperienza come Palladini o Visi, bisognerà avere pazienza: nel corso della stagione si potranno alternare momenti belli e altri meno, l’importante per i rossoblu sarà non abbattersi».

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