SANT’OMERO – Si è svolto venerdì 20 luglio presso la Sala Marchesale di Sant’Omero il convegno “Verso il Parco Archeologico di Santa maria a Vico“, organizzato dall’Archeoclub di Martinsicuro, dall’Associazione Cultori di Ercole e dalla Pro Loco di Sant’Omero.

L’incontro ha avuto come tema centrale le campagne di scavo archeologico effettuate negli ultimi tre anni nel territorio antistante la chiesetta di Santa Maria a Vico a Sant’Omero, che hanno riportato alla luce i resti di una struttura absidata, risalente al periodo Alto medievale, che aveva probabilmente una funzione religiosa. Moderatore dell’incontro è stato Pasquale Tucci, presidente dell’Archeoclub di Martinsicuro.

Dopo i saluti iniziali da parte del sindaco di Sant’Omero Ernano Fucilitti e di Marcello Ippoliti, vice presidente dell’Associazione Cultori di Ercole, la parola è passata a Glauco Angeletti, archeologo della Sovrintendenza per i beni Archeologici dell’Abruzzo, che ha illustrato le varie possibilità di tutela, salvaguardia e valorizzazione dei reperti archeologici non solo presenti a Sant’Omero, ma nell’intera Val Vibrata, attraverso la realizzazione di un progetto che veda la collaborazone di tutti i comuni dell’Unione Comuni per la realizzazione di un “Parco archeologico collettivo”.

Lo storico dell’arte Francesco Tentarelli ha poi discusso sulla possibile ricollocazione della pietra tombale raffigurante un guerriero medievale, da anni custodita in una cassa lignea in seguito a lavori di ristrutturazione della Chiesa di Sant’Omero e della restituzione delle opere d’arte ai luoghi di origine da parte dei musei.

Notevolmente significativo è stato l’intervento di Adriana Martini, docente di Europrogettazione per i beni Culturali dell’Università di Ferrara. «Gli scavi a Santa Maria a Vico – ha affermato la Martini – nel corso degli anni hanno prodotto dei risultati grazie alla sinergia tra le associazioni di volontariato, le istituzioni locali e la Soprintendenza: tre organi essenziali affinché possano realizzarsi iniziative riguardanti i beni culturali»

Ha proseguito poi sottolineando l’importanza dei volontari come supporto culturale alla società civile. «I volontari – ha proseguito – si mettono a disposizione degli organi competenti e eseguono il lavoro che gli vene chiesto di fare. Lo fanno per passione, e attraverso il lavoro che eseguono, hanno modo anche di apprezzare i luoghi e la gente del posto che li ospita. E’ successo così che nel corso degli anni, i ragazzi provenienti da tutta Europa che hanno partecipato agli scavi di Santa Maria a Vico e a Colle di Marzio a Martinsicuro, sono poi tornati negli anni successivi in vacanza con le loro famiglie».

«Uno dei maggiori problemi che riguardano la cultura – ha infine concluso Adriana Martini – è che spesso non si sanno utilizzare e gestire i fondi destinati alla cultura stessa. La comunità europea mette a disposizione centinaia di miliardi di euro da utilizzare in progetti culturali, ma una parte consistente non viene utilizzata o viene sciupata da una cattiva gestione: purtroppo infatti l’amministrazione del patrimonio culturale è spesso legato ad interessi politici e quindi può accadere che cambiando un’amministrazione salti anche un progetto riguardante la valorizzazione, tutela e salvaguardia di un bene culturale».

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