SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si entra in una fase decisiva per il progetto di centrale energetica per il teleriscaldamento (clicca su “centrale” per saperne di più)che dovrebbe sorgere in zona Ponterotto, all’interno dell’area della vecchia discarica comunale. Il 6 e il 7 ottobre una delegazione di politici e tecnici ha compiuto un sopralluogo in Val d’Aosta per verificare il funzionamento di alcune centrali che fanno parte della stessa categoria di quella che la Picenambiente Energia dovrebbe realizzare in contrada Albula Alta.

Martedì sera, nella sede dell’Unione, la maggioranza valuterà il resoconto dell’esperienza aostana. Giovedì si riunirà la Giunta. Per l’amministrazione comunale è giunto il tempo di decidere se proseguire nella convenzione con la Picenambiente Energia oppure tornare indietro.

L’assessore all’ambiente Paolo Canducci ha preso parte al sopralluogo in veste di rappresentante della Giunta. Gli impianti visitati sono stati realizzati dalla Sea (Società Energetica Aostana), che è partner della Picenambiente Energia nel progetto di colle Sgariglia.

Nella città di Aosta è stata visitata una centrale a biomasse (scarti di legname) che fornisce energia a un grande albergo, a un centro commerciale e a una caserma della Guardia di Finanza. La delegazione sambenedettese non ha potuto visitare l’impianto cogeneratore a biogas perché attualmente non è in funzione a causa di un guasto. Vicino a questo impianto si trova una grande discarica comunale, che fornisce il biogas al cogeneratore partendo dai rifiuti solidi.

Il sopralluogo è proseguito nella vicina Morgex, un paese di 2000 abitanti in cui è attiva una centrale a biomasse che fornisce di energia il 90% della popolazione locale. Le abitazioni di Morgex hanno così potuto fare a meno delle caldaie a gasolio, risparmiando in termini economici e inquinando di meno. La Giunta del paese valdostano si è mostrata molto soddisfatta della centrale a biomasse e ha assicurato che provvederà a collegare le abitazioni finora rimaste isolate.

Abbiamo chiesto all’assessore Paolo Canducci di riferirci le sue impressioni dopo questa esperienza. La prima cosa che ci ha detto è: «Abbiamo visto impianti interessanti, ma che funzionano in contesti diversi dal nostro. Riporteremo le nostre impressioni in Giunta e solo lì ci sarà la decisione». Le differenze a cui si riferisce Canducci non riguardano solo le dimensioni della centrale a biomasse (in Val d’Aosta serve 2000 persone, a San Benedetto ne dovrebbe servire più di 10.000) ma anche il tipo di biomassa impiegato. A Morgex c’è una segheria che sminuzza il legno che rifornisce la centrale, mentre nel progetto di colle Sgariglia c’è un macchinario interno all’impianto che tratta le potature di piante. Differenza logistica, dunque, ma anche di materiale impiegato. Secondo la Picenambiente Energia (dati forniti nel febbraio 2006) le potature sarebbero raccolte in tutto il circondario e per portarle in centrale servirebbero dai 4 ai 5 camion al giorno.

Un’altra differenza con il modello valdostano sta nella fase dell’allaccio delle utenze alla rete di teleriscaldamento. I residenti di viale De Gasperi potrebbero essere poco incentivati a sostituire le proprie caldaie a metano per installare gli scambiatori di calore. La Picenambiente Energia stabilirà le tariffe in base a quanti collegamenti saranno richiesti, ma è sicuro che costerà meno il riscaldamento centralizzato rispetto a quello autonomo.

Nella trasferta valdostana, oltre a Canducci, c’era il consigliere Ds Sergio Pezzuoli, ex presidente del comitato di quartiere Ponterotto e strenuo oppositore della costruzione della centrale. Per la Picenambiente Energia c’era il presidente Assunta Cassa, recentemente nominata da Gaspari, l’amministratore delegato Leonardo Collina e il direttore tecnico Adriano Bernabei.

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