SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Volevamo far passare la cosa nel silenzio, ma, vista quella richiesta di pubblicazione integrale contenuta al termine del fax inviato alla nostra redazione da Umberto Mastellarini, abbiamo deciso di dedicare qualche minuto del nostro tempo alla questione.

Dopo le dichiarazioni rilasciate da Paolo Di Stanislao, presidente del Lanciano, al nostro quotidiano on line (in sintesi: «Non ho comprato la Samb perché la vecchia società non me lo ha permesso»), è giunto in redazione un fax dell’ex presidente della Samb che, a nostro parere in maniera corretta, descrive perché la trattativa con Paolo Di Stanislao, un anno fa, naufragò dopo che, addirittura, lo stesso Di Stanislao fu presentato in sala stampa quale prossimo acquirente di una quota sociale (dopo Samb-Spezia 1-3). In sintesi: Di Stanislao, presentato al presidente da Fabio De Lillo, consigliere della Samb oltre che consigliere comunale di Roma, non si presentò all’appuntamento fissato per il passaggio di quote.

Tante precisazioni (una intera pagina) non credo interessino al momento, in maniera particolare, i nostri lettori. Forse Mastellarini farebbe bene e meglio ad essere altrettanto preciso nella descrizione della trattativa, per lui positivamente conclusasi con la vendita della Samb, con Alberto Soldini, che ha poi condotto la Samb al disastro che tutti ricordiamo. Giusto?

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