Fortemente voluto dall’assessore all’Ambiente Mario Marano Viola, che n’aveva fatto uno degli elementi chiave della battaglia politica cittadina, il Piano di Classificazione Acustica del Comune di Martinsicuro ha finalmente visto la luce.
“Il PCCA – ci spiega il dottor Vincenzo Caselli, che ha realizzato il progetto con la collaborazione del professor Gianfranco Cellai – è uno strumento urbanistico finalizzato alla suddivisione del territorio in zone acusticamente omogenee all’interno delle quali sono fissati i limiti di pressione sonora ammissibili: ad esempio per aree o ricettori definiti “sensibili?, come scuole, luoghi di riposo, ambiti naturali di pregio, si prevede la massima tutela, compatibilmente con le condizioni insediative esistenti.
Questo strumento di controllo ambientale punta a limitare l’inquinamento provocato da sorgenti sonore fisse, come impianti industriali ed attività commerciali, o mobili, quali il traffico veicolare o ferroviario, e si pone come obiettivo fondamentale l’individuazione delle condizioni di compatibilità tra le attività antropiche in una data area e la quantità di pressione sonora presenti, sia per le zone di nuova previsione urbanistica che per ambiti insediativi già consolidati: ove si rilevino condizioni di clima acustico oltre i limiti indicati dallo strumento stesso, sono attesi piani di risanamento da redigere da parte dei soggetti responsabili?.
Questo strumento di pianificazione territoriale è previsto dalla Legge–quadro sull’inquinamento acustico n. 447 del 26 ottobre 1995, che impegnava le regioni ed i comuni ad approntare le strategie più opportune per ridurre i rischi dell’inquinamento acustico, e i piani regolatori generali, i piani strutturali ed i piani urbani del traffico di conseguenza.
In realtà, Toscana, Umbria e poche altre regioni hanno dato seguito a quanto previsto dalla legge citata, mentre in Abruzzo sono stati definiti i criteri attuativi prima che la regione approvasse una normativa adeguata: soltanto il Comune di San Giovanni Teatino si è dotato di un PCCA, probabilmente costrettovi dalla presenza sul proprio territorio di un aeroporto, caso limite d’inquinamento acustico. A San Benedetto del Tronto la realizzazione del piano è ancora in fieri.
Il piano di classificazione acustica del Comune di Martinsicuro è stato commissionato dall’Amministrazione, previo svolgimento di pubblico concorso, all’Università di Firenze, ed in particolare se n’è occupato il Dipartimento di Tecnologia dell’Architettura e del Design “Pierluigi Spadolini? della Facoltà d’Architettura, in collaborazione col Laboratorio di Fisica Ambientale per la Qualità Edilizia.
“Il 70% della popolazione italiana è costantemente esposto a gravi forme d’inquinamento acustico d’entità tale da rappresentare un rischio concreto per la salute – ci spiega ancora il dottor Caselli – e Martinsicuro non è certamente un’isola felice. Inoltre il nostro territorio è delimitato ad Ovest da infrastrutture di rilievo nazionale, come l’Autostrada A14 e la ferrovia, che supportano quotidianamente consistenti volumi di traffico e generano quindi alti livelli di rumore, mentre a Sud del paese il problema è causato dalla presenza della zona industriale?.
È stato rilevato ovviamente che l’inquinamento acustico è correlato al traffico veicolare e all’inquinamento da polveri sottili e da gas di scarico: il piano quindi si prefigge di suggerire un intervento coordinato su tutto il fronte della lotta ai danni ambientali nei loro molteplici aspetti, per favorire il raggiungimento di alti standard qualitativi relativi alla salute del territorio martinsicurese, che l’Amministrazione ha sempre ritenuto la migliore pubblicità per la città. “Infatti – conferma il dottor Caselli – questa politica di controllo territoriale è finalizzata al raggiungimento di una certificazione di qualità ambientale riconosciuta a livello europeo (EMAS) ed è volta alla promozione d’una strategia turistica sostenibile nella logica di una salvaguardia del territorio e delle sue peculiarità?.
Inoltre il progetto punta a pianificare assetti urbanistici a tutto tondo, in un’ottica “dalla città al cucchiaio?, tale da fondere al meglio le esigenze abitative della popolazione con quelle logistiche e produttive del paese, sfruttando l’originalità territoriale di una città stretta tra le colline ad Ovest e il mare Adriatico ad Est.

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