SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Due notizie dall’Eurispes Marche: l’istituzione di sei borse di studio per “giovani progettisti della ricerca-ricercatori? e “rilevatori statistici dei dati?, di importo e durata che verranno decisi durante la riunione del comitato scientifico di lunedì 8 maggio.
Inoltre l’avvio – il prossimo 11 giugno, secondo anniversario dell’apertura della sede regionale Eurispes a San Benedetto, passata nel frattempo da viale Colombo, nei pressi del porto, a via Giovannelli, sul Monte della Croce – di un “Osservatorio sulla città di San Benedetto?, da parte dello stesso istituto di ricerca.
«Richiediamo più un’attitudine che un particolare percorso di studi», dice il presidente Camillo Di Monte, «qualcuno che abbia buone capacità di interpretare i dati statistici, e di scrivere. Siamo convinti che la ricerca socio-economica, l’attività di analisi e più in generale di studio sia il volano da cui muovere le nuove leve della politica, dell’economia e più in generale della società» (info: 0735.780399, info@eurispesmarche.it).
Questo annuncio viene dato in contemporanea alla presentazione di una indagine dedicata al “Profilo del giovane sambenedettese alle prese con il mondo del lavoro?, redatta intervistando un campione di 350 giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Risulta che il 68% degli intervistati ha già avuto contatti con il mondo del lavoro. Di questi, il 43,8% ha avuto un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Le professioni più ambite? La carriera giuridica, quella giornalistica, di ricercatore o docente universitario, commerciante, imprenditore new economy, commercialista e bancario.
Nella scelta della sede universitaria il 43% degli intervistati è condizionato dalle scarse possibilità economiche delle rispettive famiglie. Ma tra gli intervistati, come si legge in un comunicato, «il 77% preferisce frequentare un’università lontano dalla Riviera delle Palme». Poi però, prosegue il comunicato, «risulta che la città più amata [più scelta di fatto, ndr] è Macerata (24,5%), seguita da Bologna (20,4%), Roma (18%), Ancona (15,5%), Firenze (13,6%) o altre (8%)». Questa sarebbe la prova, secondo Di Monte, che anche in presenza di molti iscritti ai corsi universitari presenti a San Benedetto, i ragazzi soffrirebbero la mancanza di un vero clima universitario.
A proposito dell’osservatorio, invece, Di Monte fa notare alcune tendenze della città e dell’Italia intera, che a suo dire dovrebbero costituire motivi sufficienti alla istituzione da parte della prossima amministrazione comunale, di un “assessorato alle politiche sociali sensibili?, che si occupi di politiche del credito e dei consumi, specie in riferimento alle fasce più deboli della popolazione.
«Nella nostra società», dice infatti Di Monte, «e in particolare a San Benedetto, le famiglie non arrivano più alla fine del mese e il loro grado di indebitamento, che di per sé è inferiore a quello medio europeo, dà luogo ad un maggior numero di procedure di recupero insoluti. Senza contare che nel caso dell’Italia il credito al consumo viene utilizzato per ragioni meno intelligenti: le società sono ammesse direttamente dentro ai centri commerciali, e sovente nei reparti di elettrodomestici. A San Benedetto ci sono circa 50 sportelli bancari. Negli scorsi anni è passata l’idea che l’acquisto della casa fosse alla portata di tutti, per via dei bassi tassi di interesse. Oggi l’indebitamento delle famiglie ingessa i consumi».

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