SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Samb ha di nuovo un allenatore, dopo tre settimane di autogestione: è Maurizio Simonato, che a distanza di 15 anni e mezzo tornerà a sedersi sulla panchina rossoblu. Era il 15 ottobre 1989 (quinta giornata), quando la sconfitta maturata sul terreno del Giarre (2-0), indusse il patron Ferruccio Zoboletti a esonerarlo e chiamare Paolo Beni, sostituito a sua volta, dopo appena una domenica, da Bruno Pace. «Ero anche a Tolentino, in Coppa Italia, due anni fa, prima che arrivasse Ballardini», precisa lui – in realtà sulla distinta, era il 29 agosto 2004, figurava la coppia Vullo-Voltattorni.
L’annuncio stamane, alle 12, davanti a una decina di giornalisti, presso la sala stampa del Riviera delle Palme. La parola l’ha presa per primo il segretario rossoblu Nazzareno Marchionni, che ha spiegato: «In questi giorni sono stato tempestato di telefonate dalla Lega di C, che invitava la società a risolvere la questione allenatore, anche perché il rischio era quello di incorrere in un deferimento che avrebbe poi portato a multe molto salate (non esiste comunque, in merito, una normativa precisa, ndr). Siamo stati tre settimane senza nessuno in panchina. In accordo con la proprietà abbiamo optato per la soluzione interna: Maurizio è l’unico ad avere il patentino di seconda categoria, è l’unico a poter intervenire in questa situazione. E’ una sorta di operazione di servizio, Simonato passa dal settore giovanile alla prima squadra, anche perché è ora di tutelare l’immagine della società. Eravamo convinti che la società trovasse una soluzione prima, così non è avvenuto. A Lumezzane per sempio sulla distinta delle formazioni, alla voce ‘allenatore’ c’era scritto “non esiste?…».
«NON SONO L’ALLENATORE DI SOLDINI». «Non ritiro quando detto in occasione della conferenza stampa di lunedì scorso (nel corso della quale lui e Manfrin hanno denunciato la difficile situazione del settore giovanile rossoblu, ndr) – esordisce il neoallenatore rivierasco – Tanto per intenderci: non sono l’allenatore di Soldini. Sono qui solo per il bene della Samb. Sono solo un anello in questo momento, nella speranza che la situazione societaria si risolva al più presto e possa ritornare al mio ‘orticello’ (la scuola calcio, ndr). Se avrò responsabilità? Non ancora parlato con la squadra, è chiaro che cercherò di metterci del mio, fermo restando che quello che hanno fatto i ragazzi è qualcosa di eccezionale. Cercherò semplicemente di essere uno di loro. Se mi avvarrò della collaborazione di qualcuno. Ancora non lo so, so solo che a Cittadella andrò insieme a Nazzareno (Marchionni, ndr) e Tiziano (Manfrin, ndr)».
LA SCUOLA CALCIO. «Ora devo andare a organizzare la scuola calcio – ha concluso Simonato, che nel primo pomeriggio dirigerà il primo allenamento con la prima squadra – Ho 110 bambini a cui devo rendere conto. Avevamo grandi problemi prima, figuriamo adesso».
LA CARRIERA DI MAURIZIO SIMONATO. Nato a Crespano del Grappa, in provincia di Treviso, il 21 settembre del 1947, Simonato ha vestito la maglia della Samb dalla stagione ’72-’73 a quella targata ’76-’77, collezionando, nei due tornei di C e nei tre di B disputati, 155 presenze e segnando 39 gol.
Nelle vesti di allenatore ha iniziato nel lontano 1981, sulla panchina del Monselice, in C2, per poi guidare Montebelluno, Pergocrema, Benevento e, come detto, Samb. Dopo l’esonero in rossoblu, rimase fermo un anno. In seguito disputò sei stagioni in Eccellenza, con Monturanese, Civitanovese e Pergocrema. Con le prime due ottenne altrettante promozioni.

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