NOME: San Marino Calcio
ANNO DI FONDAZIONE: 1960
COLORI SOCIALI: maglia celeste con bordi bianchi, calzoncini e calzettoni blu.
CENNI STORICI: Il San Marino Calcio è tra i club più giovani della terza serie, vedendo il suo antesignano nella Società Sportiva Serenissima, venuta alla luce nell’estate del 1960 per mano dal presidente della Federcalcio sanmarinese Carlo Casali. La Serenissima eredita i colori sociali, il bianco e l’azzurro, dell’unica società preesistente in quel di San Marino, vale a dire la Libertas Tre Penne. Di quest’ultima acquisisce anche il campo da gioco, il Fiorentino.
La neonata società parte dalla Seconda Categoria (la Terza ancora non esisteva) e a due anni di distanza arriva la prima promozione, in seguito alla vittoria dello spareggio contro il Chiavicone (2-0). Nel ’65 la Federcalcio del Titano passa la gestione della Serenissima ad un gruppo di privati, tra i quali l’industriale Carlo Tonolli viene eletto Presidente. Muta anche il campo da gioco: si passa infatti dal Fiorentino allo stadio di Serravalle – solo nell’85 acquisirà la denominazione di stadio Olimpico -, ultimato nell’agosto del ’69.
Di lì a poco Tonolli passa il testimone al dottor Giancarlo Ghironzi, in passato calciatore della Libertas. La retrocessione cui incorrono i biancocelesti nel 73 segna uno snodo cruciale nella storia del calcio sanmarinese, visto che la Serenissima e la Juvenes, sino a quel momento nemiche sul campo, si fondono dando vita all’Associazione Calcio San Marino che a partire dalla stagione ’73-’74 è iscritta al campionato italiano di Promozione.
Dopo tornei anonimi, a fare la spola tra la Promozione e la Prima Categoria, la svolta avviene nel corso della stagione ‘85-’86, dal momento in cui i biancolesti che si ergono a protagonisti di ben tre salti di categoria consecutivi con l’ex calciatore della Serenissima Gabriele Lucchi nel ruolo di allenatore.
Nell’88 dunque il San Marino partecipa al primo campionato di C2 (girone B) della sua storia, dopo che l’anno prima una lunga disputa disciplinare aveva premiato il Riccione in luogo dei biancolesti, scavalcati in classifica a torneo concluso.
L’88 segna anche un ulteriore cambio di denominazione: da Ac San Marino a Calcio San Marino. Lo stesso anno però arriva la repentina retrocessione; i biancocelesti per riassaporare la quarta serie dovranno attendere la bellezza di dodici anni. Dopo una serie di saliscendi il San Marino nella stagione targata 1996-’97, sotto la guida di Giampaolo Mazza, attuale Commissario Tecnico della Nazionale Sammarinese, chiude il campionato di Eccellenza al primo posto con 60 punti, due in più della Santarcangiolese e tre sulla Cocif Longiano. Ci vollero però altri tre campionati prima che i biancocelesti potessero fare ritorno tra i professionisti, tra l’altro a fronte di un girone di andata assai tribolato (1999-2000) e l’avvicendamento in panchina di due allenatori: all’ex Sansepolcro Sauro Trillini subentrò infatti Franco Bonavita. Nel girone di ritorno il San Marino raccolse 12 vittorie e 5 pareggi. 28 i gol segnati e appena 9 quelli subìti. L’undici del Titano quindi non conobbe sconfitte nelle 17 partite di ritorno vincendo il campionato con 67 punti contro i 65 del Renato Curi.
Nella prima stagione tra i professionisti (2000-’01) con Bonavita in panchina, poi sostituito da Mirko Fabbri alla 21a giornata, i biancazzurri concludono il campionato con 44 punti. Nuovo cambio nella stagione 2001/2002: con l’emiliano Romeo Azzali il San Marino, arrivato ad un soffio dai play off, si deve accontentare di un sesto posto a quota 54 punti. due anni più i là – torneo edizione 2003-’04 – arrivano i primi play off della storia titana (in panchina si avvicendano Gabriele Morganti, Carlo Regno e Massimo Morgia), contro il Gualdo. Nel doppio confronto prevalgono però gli umbri, ma per il San Marino del nuovo tecnico Francesco Buglio la festa è solo rimandata di una stagione perché la scorsa estate, dopo un’altra semifinale play off perduta, stavolta al cospetto del Cisco Lodigiani, arriva il ripescaggio che riserva ai biancocelesti quella serie C1 finora mai disputata nel corso dei 45 anni di storia del sodalizio sanmarinese.
STADIO: Olimpico. Costruito nel 1969 e precedentemente denominato semplicemente stadio di Serravalle (dall’omonima via in cui è situato), acquisisce il nome di Olimpico solo a partire dall’85, anno in cui si svolsero i primi ‘Giochi dei Piccoli Stati’ patrocinati dal CIO. Oltre al San Marino, vi giocano la Nazionale sanmarinese e la formazione della Juvenes/Dogana, militante nel campionato di Prima Categoria. L’Olimpico, capiente per 7.000 posti e quasi totalmente al coperto, ha solo due tribune e non contempla i settori di curva.
CITTA’. La leggenda ci tramanda che Marino, esperto lavoratore della pietra, venuto dalla natia isola di Arbe in Dalmazia, salì sul Monte Titano ed ivi fondò una piccola comunità di cristiani perseguitati per la loro fede al tempo dall’imperatore Diocleziano. E’ certo che la zona fu abitata fin dai tempi preistorici, ma e’ solo dall’età medioevale che abbiamo notizie certe sulla esistenza di un Cenobio, di una Pieve, di un Castello, di elementi che confermano che sulla vetta del Monte Titano esisteva una Comunità organizzata. Nel corso degli anni la piccola Comunità del Monte Titano, memore della figura leggendaria del tagliapietre Marino, si chiamò ‘Terra dei San Marino’ poi ‘Comune di San Marino’ e infine ‘Repubblica di San Marino’.
Queste le origini del corpo sociale che poi affidò il proprio autogoverno ad un’assemblea di capi-famiglia cui venne dato il nome di Arengo; a questa assemblea si deve la definizione dei primi statuti e leggi ispirate a principi democratici. Nel 1243 si nominarono i primi due Capitani Reggenti. Più volte l’autonomia di San Marino fu’ messa in pericolo nel corso dei secoli e più volte i sammarinesi riuscirono a mantenere la loro libertà. Napoleone nel 1797 offrì addirittura l’estensione del territorio doni ed amicizia a San Marino ma i sammarinesi cortesemente rifiutarono l’ampliamento. Nel 1861 Lincoln scrisse ai Capitani Reggenti per manifestare l’apprezzamento per San Marino e la sua storia; la Repubblica di San Marino vanta una tradizione di ospitalità eccezionale in tutti i tempi, in questa terra della libertà non fu mai negato il diritto di asilo e l’aiuto ai perseguitati qualunque fossero le loro condizioni e le loro idee, fra tutti ricordiamo Giuseppe Garibaldi nel 1849 che fuggiva dall’accerchiamento degli eserciti nemici e trovò rifugio proprio sul Monte Titano. Durante l’ultimo conflitto Mondiale San Marino ospitò oltre 100.000 rifugiati.
Oggi la Repubblica di San Marino indipendente, democratica e neutrale continua a vivere fedele alle antiche tradizioni e sempre più sensibile alle istanze di libertà.
Il territorio della Repubblica di San Marino compreso fra le valli del Marecchia a nord e del Conca a sud, si trova fra le provincie di Forlì (regione Emilia Romagna) e di Pesaro e Urbino (Marche) e confina con i comuni di Rimini, Verucchio, San Leo, Montegrimano, Sassofeltrio, Montescudo, Coriano. Ha la forma di trapezio rettangolare, con una lunghezza massima da sud-ovest a nord-est di 13 chilometri e una larghezza massima da ovest ad est di 8,75 chilometri. La superficie è di Kmq. 61,19, il perimetro di Km. 39,03. La popolazione è in continuo crescendo. Ora si stimano oltre 28mila abitanti. L’ampiezza e l’intensità del fenomeno turistico hanno influito sulla vita pubblica e privata di San Marino.
Il territorio è diviso in nove Castelli: Pieve, Borgo Maggiore, Chiesanuova, Fiorentino, Montegiardino, Faetano, Acquaviva, Domagnano, Serravalle, e in tre curazie, rispettivamente Dogana, Falciano, San Giovanni sotto le Penne. La giurisdizione ecclesiastica rientra, dal 22 febbraio del 1977, nella diocesi di San Marino-Montefeltro. Agli effetti politico-amministrativi la Repubblica è suddivisa in nove Castelli, ciascuno presieduto da un Capitano di Castello, che secondo la legge del 1° gennaio 1980 – dura in carica quattro anni ed è rieleggibile. I Castelli sono: Città, Borgo Maggiore, Serravalle, Acquaviva, Chiesanuova, Domagnano, Faetano, Fiorentino e Montegiardino. Il suolo, la cui altitudine va dai 749 metri del Titano ai 50 metri del molino Babboni (Serravalle), è sottoposto a coltura intensiva di grano, viti e frutteti. La superficie totale delle acque è di Kmq. 0,70. Vi scorrono i torrenti Marano e Ausa, che sfociano nell’Adriatico. L’altro torrente, il San Marino, si getta nel Marecchia in località Torello.
L’ordinamento politico che dal 1965 ha il titolo di Serenissima, comprende sei organi, rispettivamente l’Arengo, il Consiglio Grande e Generale, i Capitani Reggenti, il Consiglio dei XII, i Sindaci di governo, il Congresso di Stato. L’Arengo è oggi lo stesso corpo elettorale, depositario della sovranità. Il Consiglio Grande e Generale, che esplica ed esercita il più ampio potere legislativo, giurisdizionale e amministrativo, è formato da 60 membri che durano in carica cinque anni (in caso di intera legislatura), eletti a scrutinio di lista con rappresentanza proporzionale. Nei Capitani Reggenti si manifesta la rappresentanza dello Stato e si assomma il potere esecutivo. Essi sono due e vengono nominati ed entrano in carica il 1° aprile e il 1°ottobre. Per la legge del ‘divieto’ le persone investite dalla Reggenza non possono essere rielette prima che siano trascorsi i tre anni.
TIFOSERIA. Praticamente inesistente la tradizione ultras in quel di San Marino. Lo stadio Olimpico, presidiato costantemente da una folla di poche centinaia di unità, non ha mai conosciuto in passato tale fenomeno, nonostante la squadra biancazzurra abbia conseguito, a partire dagli Anni Ottanta, discreti risultati – la C2 su tutti. L’unico gruppo, tuttora presente, è quello del Nucleo 2000 – il cui nome, fanno sapere gli appartenenti, venne ideato leggendo una celebre rivista del mondo ultras, Supertifo; 2000 sta invece ad indicare l’anno di nascita – che dalla stagione 1999-2000 segue, in casa come in trasferta, le sorti dei Titani. Lo striscione – di cui il simbolo è l’indiano, aggiunto solo due stagioni fa – venne inaugurato nel maggio del 2000, in occasione della trasferta di Jesi, la quale segnò il ritorno dei biancazzurri in C2 dopo dodici anni. Dalla prima giornata del torneo successivo il Nucleo accompagnò in pianta stabile la formazione sanmarinese.
Tentarono di spalleggiare il Nucleo anche i Boys San Marino, i quali comparvero sempre nel corso della stagione 2000-2001; ben presto però, dopo circa un anno, gli esponenti di tale gruppo, in virtù della loro scarsa consistenza numerica, si accorparono al Nucleo.
Segnaliamo che nel settore solitamente presidiato dagli ultras biancazzurri compare anche lo striscione Titanici, il quale però non fa capo a nessun gruppo in particolare; esso venne infatti regalato dalla società ai tifosi nella stagione 2001-’02 e da allora gli ultras lo appendono sia sugli spalti dell’Olimpico che in trasferta.
Capitolo amicizie e rivalità. Poche a dire il vero, in virtù del recente radicamento del fenomeno ultras sul Monte Titano. Esiste una bella amicizia solo con gli ultras del Rimini e con quelli di San Giovanni Valdarno, rapporto, quest’ultimo, nato nel campionato di C2 2002-’03 nel dopopartita di Sangiovannese-San Marino. Rivalità invece con Forlì.
Infine: l’attuale torneo di C1, il primo nella storia del sodalizio sanmarinese, fungerà da banco di prova per il Nucleo e ne costituirà l’occasione di crescita numerica e qualitativa.

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