BAR – Lo sviluppo sostenibile delle città che si affacciano sull’Adriatico è stato il tema centrale del settimo Forum delle Città Adriatiche e Ioniche svoltosi nei giorni scorsi a Bar in Montenegro, che ha avuto il suo epilogo politico con l’incontro dei Sindaci con il Primo Ministro montenegrino Nila Djukanovich il quale ha annunciato il referendum sull’autonomia del Montenegro dalla Serbia per la prossima primavera.
I gruppi di lavoro si sono confrontati su urbanizzazione, integrazione delle attività produttive, politiche di prevenzione dei disastri ambientali e utilizzo dei fondi europei per la gestione integrata delle coste. Nel documento finale, l’assemblea sottolinea come quest’ultimo aspetto, la gestione integrata, costituisca un punto obbligato di visione ampia, che va oltre ai confini nazionali e ai localismi. In questa ottica il Forum diventa strumento fondamentale per affrontare l’approccio caldamente raccomandato dall’Unione Europea: una gestione sostenibile a livello ambientale, equa a livello economico, responsabile a livello sociale e sensibile a livello culturale. I firmatari del documento chiedono anche l’immediato reinserimento delle regioni italiane Marche, Abruzzo, Molise, Veneto, Abruzzo, Friuli nel bando Mediterranean Space da cui sono escluse incomprensibilmente, scelta che va sanata con la pressione delle Regioni e del Governo italiano.
Il Forum si è concluso con il cambio di presidenza, ad Anka Vojvodic primo cittadino di Bar succede il giovane Sindaco di Koper (Capodistria) Boris Popovic, Nel suo discorso di saluto, il neo presidente ha ribadito l’importanza della collaborazione tra le città costiere dell’Adriatico e dello Jonio, impegnandosi a diffondere le esperienze acquisite in campo dell’attuazione del programma d’azione mediterraneo attraverso la partecipazione ai progetti congiunti.
Ampia la presenza al Forum di amministratori e rappresentanti della società civile della Regione Marche. Questo il commento del Sindaco di Ancona e vice presidente dell’Anci Fabio Sturani al termine della sessione montenegrina.
Il Forum è un’esperienza importante costituita nel 1999. Oggi rappresenta un network a livello europeo, coinvolge 50 città del bacino della regione adriatico ionico, sono sette i Paesi interessati. Dal primo forum che abbiamo svolto nella città di Ancona ad oggi, molte cose sono cambiate fortunatamente sopratutto sul piano politico, eravamo all’indomani del conflitto ex-yugoslavia con ancora in atto il conflitto in Kossovo, quindi sicuramente in una situazione non positiva. Oggi invece vediamo che, con la partecipazione di queste città e di questi amministratori, questa rete comincia a diventare un punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo delle nostre comunità locali. Ci sono già progetti finanziati dalla comunità europea e incomincia ad integrarsi non solo con le comunità, ma anche con altri sistemi che stanno venendo avanti a livello comunitario, come ad esempio il Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico, lo stesso che è sorto all’indomani del Forum delle Città.
A Bar è stato ribadito anche questo collegamento stretto con le Università dell’Adriatico e dello Jonio e con l’ Università virtuale e i progetti che si stanno già sviluppando tra le diverse città e le diverse esperienze universitarie. Credo che l’ integrazione con la Regione, con le Regioni europee, con l’Unione europea, sia importante.
Io ho ribadito un concetto molto semplice: che i Sindaci sono i rappresentanti istituzionali quelli più vicini alle comunità locali, in tutti i paesi, e questo è un punto di riferimento e anche un punto di forza del sistema democratico dei nostri territori. E da qui vogliamo partire. Alla fine abbiamo anche fatto, credo, una buona opera di politica estera, cioè l’Europa la costruiamo dal basso, la costruiamo dall’esercito dei cittadini.
Durante l’assemblea sono emerse delle esigenze. Si ha necessità di fatti concreti.
Noi abbiamo già attivato tre progetti a livello comunitario che sono stati presentati e che stiamo portando avanti:
Aap 2020 (Adriatic Action Plan 2020) che sviluppa indicazioni e strategie sulla qualità ambientale per il Mare Adriatico da realizzarsi entro il 2020;
Jonas (Jonian and Adriatic Cities and Ports Joint Cooperation) per la relazione tra le reti di città e di porti;
Enviplans che prevede la definizione metodologica e la sperimentazione in alcune città pilota dei Piani di Gestione Ambientale che l’Unione dovrebbe rendere obbligatori per le città europee con oltre 100.000 abitanti.
Credo che questo sia la prima esperienza che vede le città del Forum direttamente protagoniste. Ora sta partendo, per iniziativa della Regione Marche, il progetto “Segretariato per l’Adriatico? finanziato da Interreg III A transfrontaliero adriatico e dal ministero Affari Esteri dell’Italia con la legge n.84/01.
Ci sarebbe poi bisogno di fare un ulteriore salto di qualità , quindi di avere anche più struttura, più organizzazione, più rete, più squadra, per poter attingere e fare sviluppare altri progetti.
Però io sono convinto che già abbiamo fatto un passo avanti notevole, città che nemmeno si conoscevano tra loro e che oggi invece lavorano e dialogano. Metà del Forum è dedicato a gruppi di lavori tematici sui vari settori, e credo che questo già la dica lunga rispetto alla volontà ma alla capacità dei singoli comuni di voler approfondire i temi.
E c’è anche necessità di aiutare. Io credo che questo sia un compito che possiamo fare, da fare squadra, da essere solidali anche con le altre realtà, magari che hanno più difficoltà e meno opportunità di crescita, soprattutto nello sviluppo dei progetti comunitari. Vorrei ricordare che solo la Slovenia, l’Italia e la Grecia fanno parte dell’Unione Europea, le altre Nazioni sono ancora fuori, compresa la Croazia, il Montenegro, l’Albania. Ritengo che questo sia un compito nel quale invece dobbiamo lavorare per far sì che questa Regione sia parte integrante dell’Europa intera e anche punto di riferimento per lo sviluppo delle comunità locali.

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