SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica 12 dicembre 2004, Sambenedettese–Sora. Ennesimo 0-0 casalingo per i rossoblù (è il quarto della stagione), ma le attenuanti sono molteplici: terza partita in appena otto giorni, campo pesantissimo (come mercoledì scorso a Lanciano e come tre giorni prima sempre al Riviera); in ultimo una formazione, quella bianconera, che innalza a centrocampo ed in difesa barricate figlie del calcio di una volta. Ne viene fuori un risultato ad occhiali al termine di una gara che però non ha annoiato e che anzi, soprattutto nei primi 45 minuti, ha divertito i quasi 4.000 tifosi rivieraschi.
Ultimo incontro al Riviera delle Palme per il 2004 e la tifoseria sambenedettese si congeda da quella che sostanzialmente possiamo considerare un’annata positiva per i colori di casa nostra con una bella prova. Non possiamo dire altrettanto per la tifoseria ospite che si presenta nelle Marche in una quindicina di unità; passi per la classifica piuttosto deprimente della compagine di mister Capuano, per il momento cui la stessa sta attraversando – viene da due sconfitte consecutive ed una penalizzazione di due punti che l’hanno relegata nei bassifondi della graduatoria – per la non trascendentale tradizione che contraddistingue la tifoseria ciociara, ma, francamente, era doveroso attendersi qualcosina in più. Pochi come detto, diverse bandiere al seguito, gli striscioni degli Skizzati ’88 – gruppo leader della curva laziale – degli Estranei, due-tre “pezze? e la scritta “Onore a chi lotta?. Qualche torcia ed un paio di fumogeni a inizio e fine di partita a concludere una “performance? che certamente non ricorderemo qui in Riviera. Della serie: non pervenuti.
La “cartolina? che saluta l’anno che ci sta per lasciare è quella della curva Nord – che come al solito si riempie piuttosto tardi (non del tutto in ogni caso; si notano dei vuoti ai lati) – che riversa sul prato dell’impianto rivierasco una grossa quantità di rotoli di carta igienica; qualche problema lo creano i fumogeni accesi e poi gettati a bordo campo che a contatto con la carta danno origine ad un fuoco comunque subito controllato dagli addetti del Riviera. Contrattempo a parte, ecco a voi la “cartata? di una volta, figlia prediletta dei mitici anni Ottanta (oggi sono molto più in voga le carte tifogeniche prodotte da vere e proprie ditte specializzate), a ribadire il “vecchio stile? cui si rifanno gli ultras nostrani, non solo a parole.
Il notevole impatto estetico regalatoci dal 12° viene impreziosito dai bandieroni di tutti i gruppi della Nord che oggi non si risparmiano nell’agitare di continuo i propri vessilli: da quelli imponenti dell’Onda d’Urto, a quelli dal gusto retrò a bande verticali ed orizzontali rossoblù, fino alle ultime entrate costituite dalle decine di metri di stoffa in cui sono impresse le sigle Gente Furiosa e Nucleo; le consuete bandierine e gli immancabili stendardi completano un colpo d’occhio decisamente sprecato per una partita di serie C1.
Il sostegno del Tempio del Tifo comincia forte sin dai primi minuti e si manterrà tale, con dei picchi di intensità tra l’altro molto apprezzabili, per tutto il primo tempo; la Samb attacca sotto la Nord e la stessa si prodiga ad innalzare all’ennesima potenza il piglio offensivo della banda Ballardini. Ouverture dedicata come abitudine a Massimo Bruni – lo stendardo “Massimo vive? è appeso sopra lo striscione dell’Onda, mentre i distinti provvedono a scrivere “Cioffi vive nei nostri cuori? – ed il repertorio rossoblù sciorinato nella sua interezza (sciarpata compresa) in un crescendo di continuità e foga davvero rilevanti. Martini, Vidallè e Bogliacino provano in tutti i modi a scardinare l’abbottonatissima retroguardia ciociara, facendo anche leva sull’entusiasmante tifo della torcida sambenedettese che non smette un attimo di urlare, battere le mani, sbandierare, incrementare l’adrenalina nella volenterosa formazione di casa. Almeno cinque-sei importanti palle gol, ma la rete ospite non si gonfia. Il Riviera comprende che è il momento giusto per premere ancora di più sull’acceleratore e i canti d’incoraggiamento all’indirizzo di Colonnello e soci si sprecano: le due squadre vanno al riposo – si rivelerà fatale il fatto di non aver sbloccato il risultato nella prima frazione di gioco – con un assordante e forsennato inno che fa da sottofondo ad un primo tempo arrembante, sul campo come sugli spalti.
Il tifo della ripresa fotografa al meglio la partita dei rossoblù: come questi accusano un po’ di fatica per le tre gare nello spazio di pochi giorni (tra l’altro disputate su terreni pesantissimi) la Nord paga leggermente il buon sostegno elargito nei primi 45 minuti, nonostante nel complesso la sua prova vada giudicata più che positivamente, alla luce soprattutto della costanza con la quale crede alla vittoria sino alla fine, recupero compreso. Viene inoltre accesa la consueta quantità industriale di torce ed esposti tre messaggi firmati Onda d’Urto, ovvero “Emiliano vive? (è il tifoso empolese scomparso in settimana la cui morte è stata messa in evidenza perfino dai mass media a livello nazionale, visto che il funerale si è eccezionalmente celebrato all’interno dello stadio Castellani) e “Buon Natale e buon anno agli ultras che c’erano, ci sono e ci saranno!?.
Incitamento, come detto, perdurante sino al 90° e quando arriva il triplice fischio finale del signor Lioce dagli spalti del Riviera si alza qualche timido ma ingeneroso fischio, subito sedati però dagli applausi calorosi della Nord che promette, ribadisce, sottoscrive nuovamente: “Noi non vi lasceremo mai!?. La Samb inzuppata di sudore e provata dalla fatica regala l’ultimissima fettina di energia rimasta per ringraziare l’immarcescibile popolo rossoblù.
Domenica prossima allo stadio Tursi di Martina Franca l’ultimo atto del 2004.

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