Domenica 28 novembre 2004, Chieti-Sambenedettese. Al Guido Angelini presenti circa 2.000 spettatori. Nella curva teatina gli striscioni Irriducibili – festeggiano i quindici anni di attività con una scritta “1989-2004…15 anni mai domi?Achaeans, Brigata (leggermente defilata) e svariate pezze. La curva ospiti è presenziata da un migliaio di sostenitori rossoblu – alcuni tifosi sono sistemati pure nel settore di tribuna: colorata la torcida nostrana con bandiere, stendardi ed il messaggio sulla vetrata che recita “Il nostro simbolo sarai sempre tu…dipingi il cielo di rossoblu!? firmata Curva Nord Massimo Cioffi.
Ai distinti esposti gli striscioni di Planet Chieti e Teate Regna.
E’ la prima partita senza più Cioffi tra di noi, volato in cielo lunedì scorso: un minuto di raccoglimento all’entrata in campo delle due squadre e Samb col lutto al braccio; la Volpi mostra la scritta “Ciao Massimo ultras in eterno?, mentre da parte rivierasca, come preannunciato nei giorni scorsi dai gruppi della Nord, dieci minuti di silenzio iniziale e l’esposizione di alcuni messaggi al suo indirizzo, nel primo come nel secondo tempo: “Il nostro esempio sarai sempre tu…colora il paradiso di rossoblù? (Nucleo Samb), “Per questi colori hai dato tutto…noi ti onoreremo in eterno…Ciao Massimo! (Onda d’Urto), “Ciao grande ultras? (Nuova Guardia), “Massimo e Antonello uniti per sempre? (OdU) e “Ultimo ruggito da leone…ciao Cioffi? (IRB). Una dimostrazione di stima e di affetto di grande spessore e toccante sincerità.
Ci sarà anche uno striscione contro il calcio moderno, srotolato negli ultimi dieci minuti dell’incontro: “In questo calcio che va verso la fine…solo gli ultras sopra le rovine?.
Allo scoccare del decimo minuto la curva ospiti si colora del rossoblù dei fumogeni portati all’Angelini da Onda e soci; il primo coro è per Massimo (“Onoriamo Massimo Cioffi?) poi si inizia col consueto generoso sostegno all’11 quest’oggi in casacca bianca. Intorno al 20’ cessano improvvisamente i canti e si richiama l’attenzione dei sanitari; nulla di grave in ogni caso, dopo pochi minuti il ritorno alla normalità. Piccolo malore per una tifosa marchigiana.
Pochi gli ultras locali – 300 circa – ma assai volenterosi sin dal primo minuto nel sostenere gli uomini di Donati; una dozzina le bandiere librate in aria in modo continuo, di pregevolissima fattura, come al solito, alla luce dell’indole “british? della curva Ezio Volpi. In virtù anche del loro settore più alto rispetto a quello che accoglie i rossoblù, si faranno maggiormente apprezzare nel corso della partita con un incitamento più chiassoso e compatto.
Si ignorano le due fazioni – un tempo esisteva un gemellaggio, oggi il rapporto è assai più tiepido – che non si scambiano cori né a favore né contro, anche se i tifosi di casa nostra mischiati ai locali nei distinti ed in tribuna possono seguire il match e incitare gli ospiti senza alcuna preoccupazione di sorta.
Non cambia la “musica? nella ripresa, fare tifo in un certo modo in questo impianto risulta davvero un’impresa; la volontà da parte della Nord rivierasca c’è, ma compattare del tutto il settore non riesce praticamente mai. Due sciarpate, una per parte, fanno da cornice ad un match che si accende in pochi frangenti; solo nel finale la Samb sembra voler tentare il “colpaccio? ed i sostenitori di casa nostra provano ad aiutare Colonnello e soci. Termina 0-0, giusto così, e la squadra rossoblù va a salutare i propri tifosi.

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