Le foto presenti nella galleria di immagini sono tratte dal sito paesidipinti.it, tranne che per la foto di Vienna

MARTINSICURO – Ecomostro, Nessie (riferito alla figura mitologica di Loch Ness), Kraken (leggendario mostro marino), sgorbio e chi più ne ha più ne metta. Lo stabile dei box per la piccola pesca sul porticciolo di Martinsicuro si è aggiudicato nel corso della sua costruzione una serie di appellativi che ben descrivono la mole sgraziata e inadatta ad un’area che, oltre ad accogliere le attività di marineria, dovrebbe essere anche di non trascurabile vocazione turistica.

I martinsicuresi non hanno gradito la struttura che, seppure necessaria, poteva e doveva essere progettata e realizzata in maniera tale costituire un tutt’uno armonico con la zona circostante.

E se l’ex amministrazione Maloni è stata criticata per non aver saputo decidere un’opera che non fosse a così elevato impatto ambientale, e la giunta Di Salvatore di non averla rigettata appena insediatasi un anno fa – rinunciando così ai 431mila euro di finanziamenti regionali e rischiando un contenzioso con la ditta appaltatrice – ora a costruzione quasi conclusa non resta che salvare il salvabile. Ossia rendere lo stabile, seppure imponente e sgraziato nella forma, perlomeno gradevole alla vista attraverso un’adeguata tinteggiatura delle pareti.

Nella variante al piano d’opera approvata qualche giorno fa dalla giunta, nei 56.600 euro stabiliti per eseguire alcuni interventi – quali ad esempio il rinforzo delle fondamenta, operazioni di rinterro, l’installazione di pannelli termo-solari per la produzione di acqua calda – figura anche la sostituzione dei pannelli del prefabbricato, realizzato non in granagliato ma in cemento armato per facilitare la tinteggiatura. Ma può una semplice tonalità pastello azzerare la bruttura della costruzione e riportare il sereno negli animi dei cittadini? Difficile dirlo, anche perché una mano di vernice non toglierebbe l’aspetto di tipico capannone industriale.

Allora forse sarebbe meglio non tinteggiarlo, bensì decorarlo, dipingere le pareti in modo tale da renderlo curioso, particolare, unico, tanto da attirare perfino i turisti che volentieri scatterebbero qualche foto. A tal proposito esistono già esperienze di successo in Europa e in Italia. Ad esempio a Vienna, il termovalorizzatore collocato nei pressi della città, ed artisticamente pitturato dal’artista Friedensreich Hundertwasser, costituisce una delle tappe dei vari percorsi turistici.

Discutibile come impianto ma, almeno, attira turisti in città.

In Italia sono molteplici le esperienze di questo genere, ossia valorizzare edifici, case e addirittura interi paesi con dipinti murarihttp://www.muridautore.it/ – tanto che è stata costituita l’Associazione Italiana dei Paesi Dipintihttp://www.paesidipinti.it/ – , che promuove questo insolito patrimonio artistico con veri e propri percorsi itineranti.

Semplici quadri realizzati su muri delle case o decorazioni di intere facciate, costituiscono in circa 200 paesi disseminati lungo lo stivale – 4 in Abruzzo – motivo di orgoglio per i cittadini, e di apprezzamento da parte dei turisti. Un’ipotesi che potrebbe essere valutata ed adottata anche per il cosiddetto “ecomostro” di Martinsicuro, per attutire l’impatto ambientale, rappresentare un elemento caratteristico ed unico nella zona e portare di nuovo i cittadini a guardare con occhio sereno quell’ultimo tratto di lungomare truentino.

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