ASCOLI PICENO – Un nuovo modello di assistenza sanitaria che mette al centro la persona, i suoi bisogni e il diritto a essere curata anche nel proprio ambiente familiare. È questo l’obiettivo dell’accordo attuativo sottoscritto tra l’Azienda sanitaria territoriale di Ascoli Piceno e le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale per l’avvio della sperimentazione delle cure palliative primarie domiciliari.
L’intesa è stata firmata ieri all’ospedale Mazzoni, alla presenza del direttore generale dell’Ast, Antonello Maraldo, del direttore sanitario Maria Bernadette Di Sciascio, dei direttori dei distretti sanitari di Ascoli e San Benedetto, Santo Alessi e Alessandro Appetiti, e dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali Fimmg, Snami e Smi.
Il progetto entrerà nella fase operativa a gennaio prossimo, mentre le attività preparatorie prenderanno il via già dal mese di novembre. Si tratta di un’iniziativa che punta a rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio, attraverso una rete di professionisti in grado di individuare tempestivamente i pazienti che necessitano di cure palliative e garantire loro un’assistenza adeguata a domicilio.
In questo percorso un ruolo fondamentale sarà affidato ai medici di medicina generale, vere e proprie sentinelle sul territorio. Saranno loro a individuare gli assistiti eleggibili alle cure palliative primarie e ad attivare il collegamento con gli infermieri di comunità, l’assistenza domiciliare integrata (ADI), i servizi sociali e gli specialisti dell’Unità operativa di cure palliative dell’A.S.T. di Ascoli.
Un sistema di collaborazione che consentirà di costruire percorsi assistenziali più coordinati, evitando che il paziente e i suoi familiari debbano affrontare da soli la complessità della gestione della malattia.
“L’accordo relativo alle cure palliative domiciliari è un grande risultato, frutto della sinergia tra l’A.S.T. di Ascoli, le organizzazioni sindacali dei medici e i professionisti. È soprattutto un segno di grande civiltà”, ha dichiarato il direttore generale Antonello Maraldo, sottolineando come l’intesa rappresenti anche un’evoluzione del ruolo dei medici di medicina generale e un concreto passo avanti nell’integrazione tra ospedale e territorio.
Soddisfazione è stata espressa anche dalle organizzazioni sindacali. Claudio Cappelli, rappresentante della Fimmg, ha evidenziato l’importanza di affiancare i medici di famiglia con professionisti esperti, sia nella presa in carico dei pazienti più complessi sia nella formazione specifica. Il progetto partirà coinvolgendo i medici già formati, ma offrirà anche ad altri professionisti la possibilità di acquisire una preparazione dedicata e certificata.
Anche Filippo Capriotti dello Snami ha espresso apprezzamento per il risultato raggiunto, ricordando il lavoro preparatorio svolto nei mesi scorsi da medici ospedalieri, rappresentanti sindacali e referenti dell’Azienda sanitaria. L’auspicio è che gli obiettivi assistenziali previsti possano tradursi concretamente in un miglioramento dei servizi a beneficio dei pazienti.
L’accordo rappresenta uno dei primi esempi di questo modello organizzativo nel panorama regionale marchigiano e si inserisce nel più ampio percorso di sviluppo della sanità di prossimità.
Al di là dell’aspetto organizzativo, il valore dell’iniziativa è soprattutto umano. Le cure palliative, infatti, non significano rinunciare alle cure, ma garantire sollievo dalla sofferenza, attenzione alla qualità della vita e sostegno alla persona e alla sua famiglia. Portare questa assistenza a domicilio significa riconoscere il valore della vicinanza, della dignità e dell’accompagnamento, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità.
Una rete di professionisti che, attraverso la collaborazione tra servizi sanitari e territorio, punta dunque a rendere la presa in carico più tempestiva, continua e vicina alle persone.

Lascia un commento