Di Angelo Magliulo
SAN BENEDETTO – Si è concluso da poco il match che ha visto trionfare i padroni di casa con un netto 55 a 0 che ha mandato in estasi i tifosi sugli spalti.
C’era molta curiosità nell’ambiente su come sarebbe scesa in campo la squadra, visti i tanti volti nuovi a partire da Cummins in panchina, ma possiamo dire che la prestazione è stata più che convincente.
La giornata si è aperta con un momento di profonda commozione: prima del fischio d’inizio è stata infatti inaugurata la stele che dedica il campo di allenamento a Sergio Pignotti, storico allenatore e dirigente rossoblù. Un tributo sentito da parte di tutta la famiglia del rugby sambenedettese a una figura fondamentale per la crescita del club.
I rossoblù sono stati abili in ogni dinamica di gioco: quasi tutte le mischie sono state conquistate, strappando palloni importanti anche nelle mischie avversarie. Le ruck sono state gestite con pulizia e puntualità, sempre assistite dal supporto, sfruttando inoltre le disattenzioni degli ospiti – spesso in ritardo nel sostegno ai compagni – per risultare efficaci anche nelle contro-ruck. Le esecuzioni nelle touche sono state ottime, e la manovra fluida della trequarti ha permesso di far viaggiare la palla ovale al massimo dei giri per la compagine di casa.
Un US Roma Rugby non all’altezza della situazione, condizionata da parecchi falli, sbavature e da un evidente nervosismo che ha coinvolto anche la panchina.
Il prossimo match per l’Unione si disputerà in trasferta contro l’altra sponda romana, la Polisportiva SS Lazio Rugby: una squadra che ha chiuso la scorsa stagione in nona posizione ma che si è rinnovata molto in estate, e che non va assolutamente presa sottogamba.
D’altronde, ci attende un Girone 4 dall’altissima competitività: rispetto allo scorso anno lo spettro delle retrocessioni è reale per tutte le formazioni, le società si sono rinforzate e non esisteranno partite facili. Lo stesso vale però per gli avversari, e oggi l’Unione ne ha dato una grandissima dimostrazione.

Lascia un commento