Pescara- “È successo ancora e chissà cos’altro dovrà accadere per riuscire ad aprire la mente e il cuore di quella politica che è buona solo a parlare salvo poi non fare nulla. Ora basta!!! Non ce la facciamo più ad essere costantemente aggrediti!!!!” Esordisce in maniera esplosiva il segretario nazionale Cnpp-Spp Mauro nell’annunciare l’ennesima aggressione perpetrata a danno di due poliziotti penitenziari in quel del carcere di Pescara. “Ancora una volta ad aggredire i colleghi è stato l’energumeno B.C. divenuto famoso in tutt’Italia per il gusto di fare violenza non solo su se stesso ma anche e soprattutto sugli altri fino ad ucciderne uno in quel del Penitenziario di Velletri” – Racconta Nardella – “Questa volta è toccato a un agente di ultima generazione e a un Sovrintendente, veterano della professione, subire le conseguenze di un pazzo che tutti sanno che non può stare in un reparto, che tutto ha ma non i connotati di un’ articolazione per il trattamento della sanità mentale, fuorché i deputati alla sua giusta allocazione che non è, secondo il sindacato quella di un carcere, bensì quella di un Ospedale Psichiatrico Giudiziario che non ci stancheremo mai di chiederne la riattivazione” – sottolinea Nardella- “I politici ipocriti che tanto amano parlare dove sono? Perché non mettono mano al reato di tortura offrendo più garanzia ai servitori dello Stato nell’ambito della loro difesa personale? Dove sono coloro i quali sono pronti a “piangere” gli uomini in divisa salvo poi non offrire quelle soluzioni idonee a trasformare un ambiente che tutto ha per essere definito territorio in guerra ” – Rincara il segretario nazionale- “Gliele abbiamo trovato noi le soluzioni.
Non c’è bisogno che si stanchino.
Loro si devono solo sforzare di renderle praticabili.
Oltre alla riapertura degli OPG vanno riaperti le isole come Pianosa e L’Asinara, li metterci i detenuti più violenti e farli gestire da un corpo specializzato come il G.I.O. (Gruppo di Intervento Operativo).
Possibile che neanche questo sanno fare?
Che ci lasciassero almeno la possibilità di essere liberi di portare la pelle sana e salva a casa attivando leggi che riescano meglio a garantire il bisogno di difesa. Neanche quello!!!!
Che venissero loro a guardarsi questa tipologia di detenuti se hanno il coraggio. Perché di essere diventati tiri al bersaglio ci siamo rotti veramente le “p…e!!!”
– prosegue amaramente Nardella-
” Ai colleghi aggrediti va la mia più totale vicinanza. Almeno quella”

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