SAN BENEDETTO – Nessun euro per il porto di San Benedetto del Tronto nell’ultima tranche di finanziamenti sbloccata dal CIPESS. Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile ha infatti dato il via libera al rifinanziamento di 106 milioni di euro destinati a sette interventi dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, ma le risorse verranno ripartite esclusivamente tra gli scali di Ancona, Pesaro e Ortona.
Una decisione che solleva la dura reazione di Alleanza Verdi e Sinistra, che evidenzia un repentino cambio di rotta: solo lo scorso 15 luglio, l’Autorità portuale aveva infatti annunciato il reinserimento tra le opere rifinanziate della cassa di colmata del porto sambenedettese, per un valore originario di 18 milioni di euro. A distanza di tre settimane, però, l’intervento risulta completamente escluso dall’elenco.
Se da un lato Denis Voltattorni (co-portavoce comunale di Europa Verde) e Giorgio Mancini (coordinatore provinciale di Sinistra Italiana) ribadiscono la ferma contrarietà politica alla realizzazione della cassa di colmata, dall’altro contestano l’azzeramento totale degli investimenti per la città. Secondo i rappresentanti di AVS, il venir meno di quell’opera non avrebbe dovuto comportare la cancellazione dei fondi, che avrebbero invece potuto essere rimodulati su altre priorità dello scalo: dal ripristino dei fondali alla messa in sicurezza dell’imboccatura, fino al miglioramento delle banchine e agli interventi a supporto di pesca, cantieristica e nautica.
Nel confronto con le altre realtà marchigiane e abruzzesi, AVS sottolinea come Ancona abbia ottenuto risorse per fondali, sicurezza e crocieristica, Pesaro per la propria cassa di colmata e Ortona per banchine e ampliamento, lasciando San Benedetto a quota zero.
Sotto la lente di ingrandimento di Voltattorni e Mancini finisce quindi la gestione politica della vicenda. I rappresentanti dell’alleanza contestano l’efficacia della tanto declamata “filiera istituzionale” tra Comune, Regione e Governo, accusando la destra locale e regionale di non essere riuscita a tutelare le risorse per la seconda città delle Marche e chiedendo massima trasparenza sulle future scelte strategiche per la programmazione del porto sambenedettese.

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