TERAMO – Questore di Teramo, Pasquale Sorgonà, ha emesso un provvedimento di ammonimento nei confronti di un cittadino albanese di 45 anni, residente in una frazione del capoluogo, ritenuto responsabile di reiterati comportamenti violenti e vessatori nei confronti della moglie, una donna di 35 anni, anch’essa di nazionalità albanese.
L’ammonimento, adottato ai sensi dell’articolo 3 della legge 119/2013 nell’ambito delle misure di prevenzione contro la violenza di genere, è stato disposto d’iniziativa dal Questore sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori.
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, le violenze sarebbero iniziate nel 2015 e si sarebbero protratte per oltre dieci anni. Alle iniziali manifestazioni di gelosia si sarebbero progressivamente aggiunti episodi di aggressione fisica e minacce.
Tra i fatti contestati figura un episodio avvenuto nel 2015, quando l’uomo avrebbe colpito la moglie alla testa con un cucchiaio e l’avrebbe minacciata con un coltello. L’anno successivo, durante un soggiorno in Albania, le avrebbe sferrato un pugno al volto provocandole la frattura del naso, nonostante la donna fosse in stato di gravidanza.
Nel 2017, sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’avrebbe picchiata davanti ai due figli minorenni fino a farle perdere i sensi, minacciandola di morte e sputandole in faccia.
Gli episodi di violenza sarebbero proseguiti anche negli anni successivi. In una circostanza, dopo un semplice controllo alla caldaia effettuato da due tecnici, il 45enne avrebbe accusato la moglie di aver guardato uno degli operai con interesse, aggredendola tirandole i capelli e colpendola violentemente. Scene analoghe si sarebbero verificate anche in luoghi pubblici, tra cui la Villa Comunale di Teramo.
L’ammonimento del Questore rappresenta una misura di prevenzione prevista nei casi di violenza domestica, atti persecutori e altri reati riconducibili alla violenza di genere. Il provvedimento impone al destinatario di interrompere ogni condotta persecutoria e lo invita a intraprendere un percorso di recupero presso centri specializzati. Inoltre comporta il ritiro immediato di eventuali armi e licenze detenute.

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