SAN BENEDETTO – Marina di Sotto è un quartiere nuovo, in evoluzione. Non ha la storia millenaria di Paese Alto né le criticità strutturali di Ponterotto. Maria Pia Spurio, presidente del comitato di quartiere, nata e cresciuta qui e insegnante alla scuola alberghiera, lo descrive come un quartiere tranquillo, «siamo abbastanza fortunati», dice. Ma tranquillo non significa senza problemi.

Il comitato è un direttivo di cinque persone, tenuto insieme da amicizia e rispetto reciproco. Le richieste che portano avanti sono concrete e circoscritte: «Chiediamo interventi semplici, ma che stanno ritardando». Il giudizio sull’amministrazione precedente si riassume in una parola: trascuratezza. «Non è compito del comitato di quartiere occuparsi di questo, ma del Comune», ci dice.

Il tema urbanistico centrale è via Lombroso, che rientra nel piano particolareggiato come integrazione al piano regolatore. La sua apertura, spiega Spurio, non è una questione di vicinato: gli ambiti quattro — destinati a parcheggi pubblici — non porterebbero benefici solo ai residenti di quella via, ma all’intera cittadinanza. Un intervento locale con ricadute su tutta la città.

Un’infrastruttura leggera ma strategica, che farebbe defluire il traffico proveniente da sud, ridurrebbe la pressione sul centro e porterebbe meno smog. «L’apertura di via Lombroso deve avvenire insieme al piano particolareggiato», avverte Spurio: i due interventi sono inscindibili.

Il messaggio alla nuova amministrazione è sobrio e diretto: «Aspettiamo una San Benedetto sempre più pulita e accogliente». Un progetto per dare forza a tutti i residenti, a partire da chi abita in un quartiere che cresce e che chiede solo di essere ascoltato.