ANCONA – L’estensione del credito d’imposta della ZES anche alle imprese agricole, della pesca e dell’itticoltura delle Marche rappresenta un’importante opportunità per il tessuto produttivo regionale. A sottolinearlo è l’assessore regionale alla ZES Giacomo Bugaro, che definisce la misura “una notizia molto positiva per il territorio e per l’intero sistema economico marchigiano”.

Cos’è il credito d’imposta ZES
Il credito d’imposta ZES è un’agevolazione fiscale che consente alle imprese di recuperare una parte delle spese sostenute per investimenti produttivi, sotto forma di riduzione delle imposte dovute. In pratica, le aziende che acquistano beni strumentali, realizzano nuove strutture o ampliano quelle esistenti possono beneficiare di uno sconto fiscale proporzionale all’investimento effettuato.

La misura è pensata per incentivare lo sviluppo economico e aumentare la competitività delle imprese nei territori interessati, favorendo al tempo stesso occupazione e crescita delle filiere produttive.

Le aziende potranno ora accedere a uno strumento concreto di sostegno agli investimenti e alla competitività, in un momento particolarmente delicato per il comparto primario.

Bugaro ha inoltre espresso un ringraziamento al sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano per il lavoro istituzionale svolto, sottolineando l’attenzione dimostrata verso le Marche. Un riconoscimento anche all’onorevole Mirco Carloni, che nei mesi scorsi si era attivato con iniziative ed emendamenti per favorire l’estensione della misura.

L’inclusione delle Marche, insieme all’Umbria, è stata resa possibile grazie all’aggiornamento dei modelli predisposti dall’Agenzia delle Entrate, in coordinamento con i Ministeri competenti. Un passaggio tecnico che consente ora anche alle imprese marchigiane dei settori agricolo, ittico e della pesca di presentare la comunicazione preventiva necessaria per accedere al credito d’imposta ZES.

La soluzione è arrivata quindi per via amministrativa, senza la necessità di ulteriori interventi normativi, sbloccando di fatto l’accesso a un incentivo atteso dalle imprese.

“Si tratta di un passo importante,  per sostenere il comparto primario in una fase complessa e per rafforzare sviluppo, occupazione e crescita delle filiere produttive regionali”, conclude Bugaro.