di Lorenzo Olivieri
PORTO RECANATI – Sono stati i finanzieri di Recanati che hanno posto fine a un sistema di frode fiscale e contributiva legato alla somministrazione illecita di manodopera e all’emissione di fatture false. L’indagine, coordinata dal Comando Provinciale di Macerata, ha portato alla denuncia di un imprenditore titolare di una ditta individuale attiva nel settore della consulenza amministrativa.
Secondo quanto ricostruito dall’indagine infatti, l’impresa fungeva da “filtro” all’interno di un meccanismo fraudolento più ampio. I lavoratori, dopo un’assunzione formale, venivano sistematicamente distaccati presso diverse attività del settore turistico-alberghiero e della ristorazione attraverso l’intermediazione fittizia di altre imprese. Si è quindi configurato il reato di somministrazione illecita di manodopera, cioè quando un’impresa fornisce lavoratori ad un’altra impresa senza essere autorizzati a farlo.
L’attività investigativa si collega a una precedente indagine condotta nel 2024 dalla Guardia di Finanza di Civitanova Marche, che aveva già portato alla luce una frode fiscale e contributiva da oltre 1,7 milioni di euro, con la denuncia dei titolari di tre ditte individuali e il sequestro di 11 autoveicoli e disponibilità finanziarie.
Nel complesso sono stati 490 i lavoratori irregolari, fatture per operazioni inesistenti per oltre 1,3 milioni di euro, omessi versamenti di ritenute fiscali e previdenziali per oltre 1 milione di euro e violazioni IVA per oltre 220 mila euro, oltre alla mancata presentazione delle dichiarazioni fiscali.
L’imprenditore è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Macerata per emissione di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione, somministrazione illecita di manodopera e omesso versamento di contributi previdenziali. Resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

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