SAN BENEDETTO – Nel calcio, come nella vita, ci sono sogni che sfidano le convenzioni. Quello lanciato da Roberto Benigni nel lontano, ma non troppo, 2010 è uno di quelli.
In un’intervista rilasciata a Riviera Oggi, l’allora patron dell’Ascoli disegnò un futuro che, ancora oggi, fa discutere: una fusione di intenti tra Sambenedettese e Ascoli.
Il ragionamento di Benigni era figlio di un pragmatismo economico che andava oltre le logiche campanilistiche. «Non possiamo pensare alla Serie A con 5 o 6 mila spettatori», dichiarò senza mezzi termini. La soluzione? Unire le forze per scalare le gerarchie del calcio italiano. L’idea cardine era la costruzione di un moderno “Stadio di Vallata”, una struttura neutrale a metà strada tra le due città, capace di convogliare il tifo di un intero territorio.
«Se in futuro unissimo le forze, allora il nostro peso sarebbe diverso. Io sono pronto a fare questo passo, il calcio ha bisogno di una partecipazione maggiore. Cerchiamo di diventare una grossa città unica per fare un calcio importante», spiegava Benigni, immaginando un club capace di rappresentare il Piceno ai massimi livelli, superando la storica rivalità tra cugini.
Riguarda l’intervista nel video in primo piano.

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