SAN BENEDETTO – Un gradito ritorno a San Benedetto, nell’ambito della 44ª edizione della rassegna “Incontri con l’autore”,  a cura dell’associazione I Luoghi della Scrittura e della libreria Libri ed Eventi, con il patrocinio e il sostegno del comune di San Benedetto.

Sabato 28 febbraio alle ore 17, all’Auditorium comunale “G. Tebaldini”, Gigi Cagni, l’ex allenatore e calciatore bresciano, che nel capoluogo adriatico è rimasto nel cuore dei tifosi come una delle bandiere della Sambenedettese degli anni Ottanta, presenterà il suo libro “Rànget! Cinquant’anni a imparare dal calcio”, edito da Giulio Perrone Editore e pubblicato nel dicembre 2025. L’incontro sarà moderato dal giornalista Benedetto Marinangeli.

“Rànget”, che dà il titolo al libro, è una parola del dialetto bresciano che significa “arrangiati”, che Cagni racconta di aver sentito ripetere dalla madre ogni volta che da bambino chiedeva aiuto. Da quel ricordo d’infanzia è nata l’ossatura concettuale dell’intero volume: imparare a cavarsela, assumersi la responsabilità delle proprie scelte, crescere senza cercare scorciatoie, un’idea che viene declinata attraverso cinquant’anni di calcio vissuto prima come calciatore, poi come allenatore, ma che supera i confini del rettangolo di gioco. In questo libro, che è qualcosa di più di una semplice autobiografia sportiva, il calcio è la lente, ma l’oggetto messo a fuoco è la formazione dell’uomo: la fatica, il sacrificio, la capacità di reggere la frustrazione e il giudizio, la differenza tra chi cerca la strada più facile e chi sceglie di percorrere quella più dura perché è quella giusta. Al centro del racconto c’è anche una critica al presente. Dopo gli anni della pandemia, Cagni ha osservato nei giovani, dentro e fuori dal calcio, una crescente difficoltà a confrontarsi con i limiti, con le regole, con il “no” e ha puntato il dito soprattutto sugli adulti, che non sanno negare, che interferiscono, che proteggono troppo e formano troppo poco. Nel libro si parla anche di tecnica calcistica, ma anche chi non frequenta i campi di calcio può trovare in queste pagine qualcosa di familiare, perché la vera materia del libro è la psicologia del gruppo, il peso delle decisioni, il costo personale di un mestiere fatto di vittorie brevi e sconfitte che si portano dentro.  Nella sua visione, il calcio resta una cosa semplice: “chi vince e chi perde sono gli uomini in campo, non gli allenatori e i loro moduli“, un’affermazione che suona quasi controcorrente in un’epoca di sistemi di gioco esasperati e di analisi dati, ma che Cagni usa per ribadire un primato che considera assoluto: quello del carattere sulla tattica, dell’uomo sull’atleta, della tecnica sulla strategia.

Un ritorno il suo, dunque, che porta con sé il peso affettuoso e il piacere della memoria condivisa.

Per informazioni: 366 434 9288.

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