SAN BENEDETTO  – Un ritorno solo sfiorato, poi sfumato per una questione di ruoli e responsabilità. Claudio Molinari rompe il silenzio e chiarisce i motivi che lo hanno portato a rinunciare a un possibile rientro nella Sambenedettese insieme al Ds Giuseppe Pavone. «Sai benissimo che chi ha vissuto tanti anni nel calcio difficilmente riesce a pensare ad altro. È una specie di malattia. Anche se oggi non è più quello di una volta, quando la passione era più importante degli aspetti economici».

L’idea di tornare nasce dalla situazione complicata di classifica. «Semplicemente perché io e il mio amico Pavone, vista la situazione drammatica in cui si trova la squadra, abbiamo pensato che la nostra esperienza potesse essere utile alla causa». Un contributo tecnico e gestionale, dunque, con l’obiettivo di provare a dare una scossa.

Perché è saltato tutto? «Stavamo per venire – spiega Molinari – ma abbiamo rinunciato per un motivo direi banale: eravamo pronti a partire quando abbiamo saputo che era stato preso un nuovo allenatore. Di solito la responsabilità della scelta del tecnico ricade su Direttore Generale e Direttore Sportivo. A quel punto evidentemente non servivamo più».

Il riferimento è all’arrivo di Roberto Boscaglia, sul quale però Molinari non esprime alcuna critica:«Nulla da ridire su Boscaglia. Gli auguro di avere successo con i colori che mi stanno a cuore, dopo le esperienze passate». Una presa di posizione chiara: il nodo non era il nome dell’allenatore, ma il principio. La scelta tecnica, in caso di insediamento, avrebbe dovuto essere condivisa e rientrare nelle loro competenze.

Sul fronte societario, intanto, circolano indiscrezioni su potenziali acquirenti del club rossoblu. Ma la replica di Luigi Rapullino è stata netta: “Voci infondate”.

Rinforzi possibili. Resta aperta invece la questione tecnica. Il nuovo allenatore avrebbe chiesto tre rinforzi tra gli svincolati. Le conferme sembrano esserci, ma non sarà un’operazione semplice. Il mercato degli svincolati offre opportunità, ma anche incognite legate a condizione fisica e tempi di inserimento. In un momento delicato della stagione, provarci potrebbe comunque rappresentare un segnale: alla squadra e alla piazza.