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Un gruppo di residenti ci segnala una serie di criticità nel centro storico della località che diede i natali, il 1° settembre 1393, a San Giacomo della Marca. Al di là delle proteste, anche noi abbiamo potuto verificare che molte lamentele sono fondate. Le fotografie che pubblichiamo lo dimostrano, anche se i problemi non sembrano irrimediabili. Siamo certi che il sindaco – nonché presidente della Provincia, Sergio Loggi, accoglierà le osservazioni come sollecitazioni costruttive, intervenendo per risolvere problemi che, in diversi casi, appaiono evidenti. I più maliziosi sostengono che alla politica interessi soprattutto la “quantità”, cioè le zone in cui aumentano gli appartamenti, i residenti… e quindi gli elettori. Nel caso specifico, fanno riferimento alla frazione Centobuchi, in forte espansione demografica. Spetta al sindaco smentire queste dicerie, mostrando attenzione anche ai luoghi più idenditari del territorio.

Un’aggravante: per la rinascita turistica del cosiddetto Piceno Est, i borghi storici saranno decisivi. E qui vale il vecchio adagio latino: verba volant, “foto” manent. Perché immagini come quelle che pubblichiamo lasciano un segno più concreto di qualsiasi discorso.

Riceviamo dai residenti nel centro storico di Monteprandone

La protesta

“Nel cuore del centro storico di Monteprandone, un tempo vivaio di botteghe, voci e passeggiate, oggi regna una sensazione diffusa: quella di una città che sembra fare di tutto per scoraggiare chi ancora lo abita. E ancora peggio come meta dei turisti.

Non è solo un’impressione basta camminare per le vie che un tempo pulsavano di vita per accorgersi che qualcosa non funziona più.

Nel centro storico, dove ogni angolo viene celebrato come patrimonio da preservare, ci sono cittadini che sembra non rientrino nelle priorità dell’amministrazione: addirittura anche le persone con disabilità.

E mentre le normative sull’accessibilità parlano chiaro, il centro storico sembra appartenere a un’altra epoca: attraversamenti senza scivoli, parcheggi per disabili in pendenza, percorsi obbligati che ignorano completamente le esigenze delle persone con mobilità ridotta.

“Curioso, però, che i fondi non manchino per installare nuove telecamere o segnaletiche utili a sanzionare. Le “multe per divieto di sosta” sembrano la principale strategia di bilancio del Comune. I parcheggi sono un miraggio, una leggenda urbana come le fontane d’acqua potabile: non trovi posto? Problema tuo. Parcheggi poco  fuori le righe, accompagnare il figlio a scuola è diventato un rischio e altro, come le foto dimostrano.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: “spopolamento”. Vivere nel centro storico è diventato un lusso o un sacrificio insostenibile? Se si cerca un servizio essenziale, la realtà è… surreale: bagni chiusi o abbandonati.

Che ne pensa il sindaco di tutto questo? Una vetrina da mostrare solo nelle brochure promozionali? Un luogo-fantasma?

Si sta spingendo i residui abitanti ad andarsene? Quando l’ultimo turista avrà scelto mete meglio curate, forse qualcuno si accorgerà che un centro storico non si governa con le multe, ma con servizi, ascolto e cura”

Per non parlare di un “Albero di Natale” che, se rimanesse così, non meriterebbe nemmeno una foto.