SAN BENEDETTO – Pesanti insulti sessisti, offese personali a lei e a un familiare, frasi di minaccia e razziste contro una giornalista abruzzese.
Una bufera sui social in cui la donna è stata additata come “persona che svolge il lavoro più antico”, aggiungendo frasi palesemente razziste e sbeffeggiandola perché, a loro dire, “preferisce i calciatori di colore”.
Un cyber bullismo che la giornalista non vuole far finire nel dimenticatoio, ma anzi tramite querele ufficiali vuole far portare alla luce una grave piaga. L’odio via social è scaturito dopo che Giulia Rizzardi, questo il nome della giornalista pubblicista, presente allo stadio Del Duca per il derby Ascoli-Samb ha indossato una sciarpa della squadra locale regalatale da un tifoso ed è stata fotografata da un anonimo che ha iniziato a far girare la foto tramite i social.
Un gesto che, ci racconta, lei reputava gentile nei confronti dei tifosi locali che l’hanno accolta con calore nonostante sapessero della sua simpatia per la Sambenedettese, che i tifosi rossoblu hanno vissuto come un affronto, e non hanno considerato che la Rizzardi, originaria di Parma e residente in Abruzzo, pur sapendo del sentimento tutt’altro che benevolo che le due tifoserie nutrono l’una per l’altra, non immaginava che questo gesto potesse suscitare una “bufera social”.
«Sono stata oggetto di comportamenti discriminatori e lesivi della dignità professionale e personale riconducibili a episodi di prevaricazione e danno d’immagine anche da parte della società calcistica Sambenedettese – accusa la Rizzardi – in quanto tramite Pec hanno scritto alla testata per cui collaboro che non potevano accreditarmi per la gara di Coppa Italia Samb-Ascoli per motivi di ordine pubblico».
“Non si mette in alcun modo in discussione la professionalità della giornalista – recita la Pec -, ma chiediamo la sostituzione della stessa in vista dell’incontro di Coppa Italia tra Us Sambenedettese e Ascoli calcio in programma Mercoledì 29/10/25 per le seguenti motivazioni: negli ultimi giorni sui social e nell’ambiente sportivo locale, hanno avuto ampia diffusione contenuti e interazioni pubbliche riferibili alla giornalista Giulia Rizzardi i quali hanno contribuito ad alimentare un clima di particolare tensione generando reazioni molto accese e in alcuni casi ostili da parte di una parte del pubblico con conseguente amplificazione degli effetti. Alla luce di tale contesto e del rilievo della gara, la società ritiene opportuno, in via esclusivamente prudenziale, richiedere la sostituzione della signora Rizzardi con altro vostro giornalista.
«La presente – continua la Rizzardi – scritta a loro dire per non compromettere la serenità e la sicurezza dell’evento affinché lo stesso si svolga in un clima di rispetto, equilibrio e correttezza, nell’interesse di tutti gli operatori, del pubblico e degli stessi professionisti del settore. Io però non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte della questura di Ascoli in merito al diniego di andare allo stadio per motivi di sicurezza, e questo significa che la Sambenedettese ha ceduto alle pressioni di alcuni tifosi violenti, sessisti, razzisti e prevaricatori anziché prendere le distanze da questi comportamenti indecenti e violenti, impedendomi di andare allo stadio a svolgere la mia attività lavorativa e mettendomi a disagio davanti a tutti. Chi fa la voce grossa, chi umilia, chi minaccia, chi insulta, chi fa cyberbullismo, chi denigra l’immagine di una giornalista via social e di bocca in bocca a San Benedetto creandomi un enorme danno e ledendo la mia professione dovrebbe essere emarginato, invece sono stata esclusa io. Volendo tapparmi la bocca a tutti i costi, visto che io racconto le cose in modo obiettivo senza fare sconti a nessuno e soprattutto senza mai insultare. Ritengo che questo comportamento non solo offenda me ma rappresenti un attacco alla libertà di stampa e alla parità di genere, principi che dovrebbero essere tutelati in ogni modo. E non voglio tacere questi comportamenti, ma portare alla luce una mentalità sessista e offensiva nei confronti delle donne. Una mentalità alla base di un concetto maschilista della società che poi sfocia in atti ben più violenti e che, arrivati al 2026, non si riesce ancora ad estirpare».

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Diciamo una cosa subito: in un mondo perfetto, questa vicenda è assurda. Nel mondo in cui viviamo, si possono fare le cose con quel minimo di attenzione, che seppure non dovrebbe essere, ma la realtà è purtroppo questa. Quindi la Rizzardi avrebbe potuto evitare di andare allo stadio con la sciarpa dell’Ascoli e pensare di andare poi al Riviera con quella della Samb. Quantomeno avrebbe potuto dichiarare prima che avrebbe voluto fare questa cosa di indossare le due sciarpe per stemperare gli animi. Semmai fosse così. Detto questo, condanno le offese che ha ricevuto, che non fa bene a nessuno.… Leggi il resto »