JESI – Appuntamento dunque per il 18 luglio per la consegna delle Bandiere Gialle Comuni Ciclabili di Fiab. La consegna di questo riconoscimento è un’opportunità per condividere buone pratiche, per confrontarsi tra Istituzioni e tutti gli attori della società civile e per
rinnovare l’impegno a costruire città sempre più ciclabili e sostenibili.
Sono 18 i Comuni Marchigiani che aderiscono: Ascoli Piceno, Fermo, Pesaro, Altidona (FM), Civitanova Marche (MC), Corinaldo (AN), Cupra Marittima (AP), Fano (PU), Grottammare (AP), Jesi (AN), Mondolfo (PU), Porto Recanati (MC), Porto San Giorgio (FM), Porto Sant’Elpidio (FM), S. Benedetto del Tronto (AP), Sassoferrato (AN), Urbania (PU), Monteprandone (AP).
Il riconoscimento di “Comuni Ciclabili” giunto all’ottava edizione, istituito da FIAB, che attesta il grado di ciclabilità dei comuni italiani, non è un premio ma un riconoscimento che attribuisce alle località un punteggio da 1 a 5 assegnato sulla base di diversi parametri e rappresentato da altrettanti “bike-smile” sulla bandiera. Per ottenere il riconoscimento il comune deve possedere almeno due requisiti tra tutti quelli richiesti: uno nell’area “infrastrutture urbane” (ciclabili urbane e moderazione traffico e velocità) e uno in almeno una delle altre tre aree (“cicloturismo”, “governance” e “comunicazione & promozione”).
“Quello che stiamo osservando è un cambiamento culturale profondo – spiega Alessandro Tursi, ideatore di Comuni Ciclabili e già Presidente FIAB -. Le strade scolastiche e le zone 30 rappresentano un nuovo modo di concepire la città. Dove vengono introdotte, nascono spontaneamente iniziative di cittadinanza attiva, si rafforzano i legami di vicinato, si sviluppa una maggiore consapevolezza ambientale. È la dimostrazione che la mobilità sostenibile non è solo questione di mezzi di trasporto, ma di qualità della vita. Le numerose attivazioni dei Comuni sono segnali forti di una nuova idea di città, dove la mobilità attiva diventa uno strumento per migliorare la qualità della vita, proteggere la salute e ridisegnare il nostro modo di vivere lo spazio urbano”.

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