SAN BENEDETTO – “Il mio lavoro è per me come un legno in cui un naufrago riesce ad aggrapparsi. L’arte è la mia preghiera quotidiana, un affannoso dialogo con me stesso, una continua ricerca nelle piaghe della mia esistenza”.
In queste parole Paolo Annibali racchiudeva il significato della sua arte.(QUI la sua biografia).
Se ne è andato silenziosamente stamattina all’età di 67 anni lo scultore di fama internazionale nato a San Benedetto, città a cui ha donato innumerevoli opere d’arte, nelle quali ancora oggi è riconoscibile il suo inconfondibile tratto distintivo.
Paolo se ne è andato alla vigilia della prima prova degli esami di maturità. Molti dei suoi studenti del liceo scientifico lo ricordano con grande affetto: “Il miglior prof di tutti i tempi.. da ringraziare per sempre. “Un artista e un uomo dal grande carattere umano e profondo”. E ancora… “Professore straordinario e grandissima persona, dal cuore buono”.
Nel corso della sua vita ha allestito più di cento mostre, ha realizzato 13 porte in diverse città italiane e ha realizzato opere d’arte sacra e a destinazione pubblica in contesti architettonici e urbani.
Tra quelle che si ricordano nella nostra città, la porta della Misericordia della chiesa di San Filippo Neri, quella dello Spirito Santo presso la chiesa di San Pio X e il monumento “I Sognatori” installato in piazza Matteotti, nel cuore di San Benedetto.
Poco più di un anno fa ci aveva aperto le porte della sua dimora artistica, lo studio dove immaginava e realizzata le sue opere. Alleghiamo di seguito il video di quel piacevole e illuminante incontro con l’artista, intervistato dalla nostra Giancarla Perotti.
I funerali si svolgeranno giovedì alle 16 presso la chiesa di San Filippo Neri.


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