Il prossimo 2 aprile sarà la Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, giornata riconosciuta a livello internazionale per incoraggiare gli Stati Membri delle Nazioni Unite ad una maggiore sensibilizzazione rispetto ad un disturbo che colpisce 1 persona su 77.
Eppure riconoscere le persone nello spettro autistico, se non accompagnati da un supporto, non è affatto semplice.
Studiano, lavorano, fanno la spesa e interagiscono esattamente come i soggetti neurotipici, ma fanno molta più fatica perché incontrano ogni giorno barriere sociali e pregiudizi che li portano a fare masking, ovvero mettere in atto delle strategie per nascondere e camuffare i propri comportamenti per adattarsi a quelle che sono le aspettative sociali.
Cosa vuol dire acquistare maggiore consapevolezza lo abbiamo chiesto a chi, quotidianamente, si scontra con limiti e barriere sociali che non ha scelto.
Abbiamo incontrato Diletta Pandolfi e Niccolò Scarnato. Quest’ultimo, maitre e attore, proprio questi giorni sta presentando Le ali invisibili, corto diretto Marco Trionfante.
Lo short film, che ha già ricevuto il premio come Best Social Awareness Short Film al prestigioso Thilsri International Film Festival, non rappresenta soltanto un’opera cinematografica, ma un invito a guardare oltre le apparenze, a scoprire e valorizzare l’essenza di chi vive il disturbo autistico con forza e umanità. Un viaggio di crescita e consapevolezza che unisce arte, verità e inclusione e persegue l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sul tema dell’autismo.
Il cortometraggio è impreziosito da un emozionante brano scritto e interpretato da Gianna Nannini.

Niccolò Scarnato – Le ali invisibili
Diletta Pandolfi, studentessa prossima alla laurea e fidanzata di Niccolò, è reduce da Sanremo, città in cui, in concomitanza con il Festival della Canzone, ha sfilato come modella, con abiti Barbie Mattel, al Premio Cultura Green per la stilista e collezionista Rossella Iobbi.

Diletta Pandolfi al Festival Green per Rossella Iobbi
Diletta e Niccolò ,entrambi nello spettro autistico, sono una coppia affiatatissima e amano condividere con i giovani studenti le loro storie, le riflessioni e contenuti scientificamente validi, rispettosi dell’identità autistica e delle famiglie.
L’obiettivo è portare le nuove generazioni alla consapevolezza della reciprocità sociale affinché possano contribuire a trasformare il vivere sociale in un sistema consapevole e rispettoso delle necessità di tutti.
Modificare alcune abitudini e adottarne altre, fare uso della CAA (Comunicazione Aumentativa e Alternativa), riconoscere e capire comportamenti come stereotipie ecolalie, necessari all’autoregolazione emotiva e accettarle piuttosto che temerle perché innocue, rappresenta un primo passo per poter parlare di consapevolezza e inclusione sociale.
“La nostra condizione è soggetta a scontrarsi con barriere di tipo sensoriale, comunicativo e comportamentale. Quello che vorremmo come consapevolezza è che la società intera si renda conto che può migliorare drasticamente la qualità delle nostre vite nel mondo con piccoli gesti quotidiani“, chiarisce Niccolò al termine di una preziosa conversazione .
Impossibile spiegare meglio di quanto abbiano fatto loro, per questo vi rimandiamo alla loro intervista.

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