SAN BENEDETTO – Circa 200 pescatori, ieri sono stati ricevuti da papa Francesco, nell’aula Paolo VI, in Vaticano. È stato un momento molto importante per la comunità dei pescatori al quale ha partecipato anche l’Unci AgroAlimentare, con i propri cooperatori, lavoratori e dirigenti dell’associazione, in concomitanza con la Giornata mondiale della pesca, che come ogni anno, si è celebrata il 21 novembre.

La Chiesa si prende cura di chi lavora in mare e sempre ricorda che essa ha avuto origine e si è diffusa in tutto il mondo attraverso il mare. Gli apostoli salpando e approdando in porti lontani hanno portato la Buona Novella fino agli estremi confini della Terra. La pesca è comunque una realtà importante del settore primario ed è in grado di assicurare prodotti di qualità ai consumatori, anche in forza delle risorse normative che la disciplinano.

Il nostro vescovo mons. Gianpiero Palmieri è molto vicino ai pescatori e ha confermato don Giuseppe Giudici coordinatore della pastorale del mare, infatti sia il vescovo Palmieri, sia il presbitero Giudici sono stati presenti all’incontro con il Pontefice.

Negli ultimi anni la situazione per gli addetti del comparto è diventata sempre più complessa e delicata. Nonostante la crescente attenzione rivolta alla tutela del patrimonio naturale marino, della biodiversità e degli stock ittici, la disponibilità al confronto con le istituzioni, il rispetto di leggi sempre più stringenti, nonostante la volontà di mettersi in gioco, la pesca è stata penalizzata da alcune politiche dell’Unione europea, diventando un capro espiatorio della crisi ecologica che nel tempo ha investito il mare, come la terra ferma e l’aria, a causa di modelli di produzione, di consumo e di comportamento sbagliati, che si sono rivelati dannosi e irrispettosi dell’ambiente e delle bellezze naturali. Responsabilità diffuse, insomma, sono state fatte ricadere unicamente su una categoria.

Un atteggiamento che rischia di colpire in maniera irreversibile il settore, soprattutto in Italia, se non si crea un’inversione di tendenza, puntando su una visione della sostenibilità, che tenga conto anche degli aspetti sociali e occupazionali”.

Il papa nell’udienza ha detto: “Il vostro è un lavoro duro, che richiede sacrificio e tenacia, di fronte sia alle sfide di sempre, sia a nuovi urgenti problemi, come il difficile ricambio generazionale, i costi che continuano a crescere, la burocrazia che soffoca, la concorrenza sleale delle grandi multinazionali. Questo però non vi scoraggia, anzi alimenta un’altra caratteristica vostra: l’unità”. Papa Francesco ha continuato dicendo che: “in mare non si va da soli. Per gettare le reti è necessario faticare insieme, come equipaggio, o meglio ancora come una comunità in cui, pur nella diversità dei ruoli, il successo del lavoro di ciascuno dipende dall’apporto di tutti. In questo modo la pesca diventa una scuola di vita, al punto che Gesù la usa come simbolo per indicare la vocazione degli apostoli: ‘Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini’”.

 

Il vescovo Gianpiero Palmieri con un gruppo di fedeli di San Benedetto. Foto di Giuseppe Giudici

 

Le nuove difficoltà, aggiunte alle vecchie, hanno reso sempre più difficile, costosa e poco remunerativa la pesca professionale, nonostante si sia radicalmente trasformata, anche sotto il profilo tecnologico. Motivi questi che hanno ostacolato un ricambio generazionale tra i lavoratori e gli imprenditori del comparto. Ma la pesca comunque resta un’attività significativa sotto il profilo occupazionale e svolge un ruolo importante nei centri costieri e i pescatori possono assumere una funzione strategica contro l’inquinamento e la tutela delle acque.

 

Papa Francesco in Sala Nervi. Foto di Giuseppe Giudici

 

È necessario avviare un nuovo percorso, investendo politica, istituzioni, economia tramite la sensibilizzazione dei cittadini e dei consumatori, la condivisione autentica di obiettivi importanti che riguardano il bene comune e la dignità delle persone e dei lavoratori.

L’Unci AgroAlimentare, guidata dal presidente nazionale Gennaro Scognamiglio, rilanciando il proprio impegno quotidiano in questa direzione, esprime apprezzamento per il messaggio del prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Chiesa cattolica, Cardinale Michael Czerny, che ha manifestato partecipazione per le gioie e le speranze, ma anche per le tristezze e le angosce dei pescatori, e ne condivide gli auspici di solidarietà, fraternità e di costruzione di un mondo migliore.