ANCONA – Il 24 ottobre, alle ore 16.30, presso il “Palazzo degli Anziani” di Ancona, Giancarla Perotti ha presentato il suo ultimo saggio di filosofia. L’incontro è stato organizzato dal Consiglio Regionale delle Marche nell’ambito della rassegna “Libri fuoriteca” con il patrocinio del Comune di Ancona e della biblioteca comunale “Benincasa”. Ha partecipato all’incontro il filosofo anconetano prof. Giancarlo Galeazzi, direttore responsabile della collana “Quaderni del Consiglio regionale delle Marche”. Moderatrice dell’incontro il funzionario del Consiglio Regionale dott.ssa Paola Sturba con la presenza anche della dott.ssa Emanuela Impiccini direttrice della biblioteca.
Ricordiamo che il libro “Maritain. Educazione integrale per un umanesimo integrale” ha partecipato, presso lo stand della regione Marche, al Salone Internazionale del libro di Torino lo scorso 11 maggio.
Il presidente Dino Latini ha ringraziato la Perotti: “Per l’impegno e la passione con cui ha realizzato questo lavoro, fondamentale per riportare alla luce il pensiero di Maritain e le sue implicazioni per la nostra società. Spero che questo libro possa stimolare riflessioni profonde e dibattiti vivaci, ispirando tutti noi a impegnarci nella costruzione di un’educazione che sia realmente integrale e inclusiva”. Oltre la presentazione del libro della scrittrice c’è stato un’illuminante riflessione del filosofo Galeazzi sulle sfide odierne della nostra società.
La Perotti ha evidenziato l’attualità di Maritain e ha auspicato che: «L’educazione deve produrre un risvegliamento umano, una sorta di nuovo illuminismo nel senso di un risvegliare, non arido, e anticlericale come è stato l’Illuminismo del ‘700, ma nel senso come dice Kant di: “Uscita dell’uomo dalla minorità, minorità intesa come incapacità di pensare con la propria testa, con mens critica, direbbe Morin pensare con una testa ben fatta, capace di accendere i cuori. E affinché non rimanga solo teoria, bisogna amare non basta conoscere l’uomo, esso si deve prendere la sua responsabilità». Jacques Maritain definisce l’educazione anche con una espressione molto efficace, quella di “risveglio umano”. Questa metafora del “risveglio” può ben essere considerata la condizione per aprirsi alla novità dell’umanesimo integrale proprio per non continuare nel sonnambulismo attuale, urge svegliarsi e affrontare il post moderno. In tale ottica, l’umanesimo integrale si configura come nuovo modello antropologico. L’idea del risveglio umano è importante anche per un rinnovamento della assiologia moderna, cioè per considerare ideali come quelli di libertà, uguaglianza, fratellanza e pace non come bandiere da sventolare, ma motori da accendere, per cui si tratta di attribuire quegli ideali in termini non ideologici, ma prassiologici, cioè nel senso di rinnovarsi incessantemente. Per questo tali ideali si configurano rispettivamente come liberazione, uguagliamento, affratellamento e pacificazione.
Così il “risveglio umano” è la premessa per coniugare sul nuovo modello le diverse forme di umanizzazione, esigenza resa sempre più urgente dalla crescente “disumanità” sociale, “inumanità” bellica e “deumanità” tecnologica. Queste tre parole, che dal punto di vista lessicale sono sinonimi, sono da usare come diverse, proprio per evidenziare la specificità dei processi di “disumanizzazione”, inumanizzazione” e “deumanizzazione” che in diverso modo violano il senso di umanità dell’uomo ed evidenziano la complessità della sua negazione. Questo rende più necessario il bisogno di “umanizzazione”, che è augurata su più fronti, tanto da far riscoprire il valore sociale dell’amicizia (in senso classico ed evangelico) come lo ha inteso Maritain.
Una bella coincidenza che vogliamo sottolineare è quella della presentazione in Sala Stampa Vaticana di giovedì 24 ottobre, della presentazione di “Dilexit nos – Ci ha amato, Lettera Enciclica sull’amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo” di Papa Francesco. Il papa l’aveva già annunciata il 5 giugno scorso motivandola con queste parole: “Credo che ci farà molto bene meditare su vari aspetti dell’amore del Signore che possano illuminare il cammino del rinnovamento ecclesiale; ma anche che dicano qualcosa di significativo a un mondo che sembra aver perso il cuore”.
L’emanazione di tale enciclica, ci aiuterà sicuramente proprio per il momento così delicato e complesso che il genere umano sta vivendo, minacciato da guerre, ingiustizie sociali e consumismo sfrenato, con le nuove tecnologie che rischiano di andare a snaturare l’essenza dell’umanità stessa. In questo contesto, il Pontefice chiede, con l’ausilio di tale documento, di cambiare totalmente orizzonte, tornando a ciò che può essere importante per il cuore.

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