SAN BENEDETTO – Nell’anno 1974 un evento fece scalpore, fino a diventare anche oggetto di promozione turistica,
Erano gli ultimi giorni di maggio, la Samb dopo ben undici anni, tornava in serie ‘B’ grazie ad una cavalcata eccezionale della Sambergamasco.
I clienti del Bar Massimo (così si chiamava il locale davanti alla stazione) spinti o meglio finanziati dal vice presidente Giuseppe Valeri che fornì tantisismi metri di stoffa, decisero di realizzare un maxi striscione che coprisse tutto il palazzo per festeggiare la promozione. Serviva un esecutore. C’era e come, Giuseppe Collini, sarto provetto. Andava sempre con il motorino e lo spiegava così: “Perchè le auto hanno la targa AP”.
Portò sotto la scalinata a fianco del Bar la sua macchina da cucire e iniziò a confezionare, un pezzo dietro l’altro, fino ad arrivare a circa 15 mt di altezza e 5 mt di larghezza. Era la Samb della Lancetta poi del Torrione e oggi del monumento al Pescatore.

Dopo una settimana intensa l’opera fu completata e il maxi striscione campeggiò per tutta l’estate tra la meraviglia e l’ammirazione di tutti i turisti che giornalmente arrivavano a San Benedetto con il treno. Squadra promossa ma anche la città ne trasse benefici
Vi starete chiedendo perchè ne parliamo oggi. Per la festa del Patrono? No. Anche se ci calza a pennello.
Semplicemente perchè uno dei partecipanti (Dino Palma oggi 85 anni) durante la realizzazione dello striscione (foto a sinistra) ebbe la bella idea di fotografare quei concitati momenti.
Rivedendoli, io che ne facevo parte, ho stentato a riconoscerli tutti.
Io e i miei amici ci mettemmo a disposizione per cosa scriverci. Considerato che l’Ascoli andò in serie ‘A’ ebbi l’idea di scriverci “Delle Marche…è la migliore” giocando con le parole, in riferimento alla foto centrale che raffigurava una ‘marca’ da bollo.
La firma in basso spettava di diritto al tecnico autore di un’impresa storica:
SAMB BY BERGAMASCO
Guardate le foto accanto e ditemi se c’è qualcosa di strano o no.

Nella prima, due persone (di Roma probabilmente) si sono fatte fotografare tenendo in mano una sciarpa con i colori della A.S.Sambenedettese e la scritta ROMA in mezzo.
Niente di male se non ci fosse, come marchio, il nostro Torrione che prova in modo inconfutabile l’origine della città di appartenenza, cioè San Benedetto del Tronto.
A certi tifosi (con noi non ci parla!) consiglio di chiedere spiegazioni a Vittorio Massi, invitandolo a impegnarsi affinchè impedisca ad altri di “farsi belli” con la nostra gloriosa squadra di calcio. Invece di fare atti ignominosi come quello di gettare sterco sulla serranda di un giornale serio come il nostro.

Sopra le dodici sambenedettesi affiliate o no alla Figc.
Come si vede, l’attuale U.S.Sambenedettese ssdarl risulta affiliata mentre la A.S. Sambenedettese no. Un motivo in più, anche perchè le attrezzature appartenenti alla società di Renzi sono state acquistate da Massi, tramite la Rocas Srls. E poi, pare, diventate capitale della società attuale. Troppi misteri.



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