Articolo di Antonio Di Salvatore tratto da Scienziati nel Pallone Magazine di domenica 13 ottobre

 

Con l’assenza di Orfano e la mancanza di un under nel ruolo di terzino sinistro, tutto lasciava presagire ad una riconferma di Zini sulla falsa riga di quanto visto a Fossombrone e nel 5-0 contro L’Aquila. Invece Paolini si adatta a fare il terzino e la Samb conserva la sua difesa a quattro, con però una fascia sinistra molto offensiva, col numero 20 rossoblu che si sovrappone puntualmente a Baldassi.

Dall’altra parte c’è Kerjota che non ha neanche bisogno di uno che gli porta via l’uomo. Lui la superiorità numerica la crea da solo, scarica in rete un mancino chirurgico non prima di essersi fatto 50 metri palla al piede, e scusate se è poco.

Eusepi esce beccato da qualche fischio. Pur essendo il miglior marcatore della Samb, con 3 gol su 4 su rigore, sul piano del gioco non ha mostrato ancora il giusto impatto offensivo, sbagliando spesso alcuni appoggi o come nell’occasione capitatagli nel primo tempo quando, anzichè chiedere l’uno due con Baldassi ha calciato in maniera velleitaria da oltre 30 metri spedendo il pallone in curva.

Ma veniamo all’uomo partita. Lonardo oggi ha dimostrato di poter reggere il peso dell’attacco anche da solo, dopo l’uscita di Eusepi resta unica punta e si fa valere difendendo palla e guadagnando falli e secondi preziosi. Ma la cosa più bella vista al Riviera è stato l’atteggiamento roccioso sul 2-1 e la voglia di preservare il gol del vantaggio, lottando su tutti i palloni con grinta e determinazione, quasi da far passare nel dimenticatoio il black out avuto al rientro dagli spogliatoi nella ripresa.