MARTINSICURO – Una tradizione singolare quella iniziata oltre venticinque anni fa a Martinsicuro e Villa Rosa, si tratta di uno sport legato alla tradizione del nostro territorio e precisamente remare con i battelli a tre remi. Iscriversi a questo corso “Prova l’emozione del mare” che tra l’altro è gratuito, per imparare a remare, significa assaporare le emozioni che il mare può offrire. Tale corso che inizia il 10 maggio prossimo è stato organizzato dall’Associazione Rematori di Martinsicuro (A.R.M.) presieduta da Luigi Ritrovati.

Per conoscere l’origine e un po’ di storia abbiamo intervistato il dottor Concetto Di Francesco cittadino truentino molto attivo.

Dottor Di Francesco ci racconta qualcosa riguardo ai battelli a tre remi?

Il battello a tre remi che in altre zone, come per esempio, in Liguria, in Sicilia o sulla costa toscana, viene chiamato gozzo è una barca da pesca che ha origine nella nostra tradizione italiana, è di legno con tre remi di cui uno dei rematori funge da timoniere con lo stesso remo”.

Sono sempre stati utilizzati per la pesca?

“Si. Anticamente erano dei battellini che venivano calati in mare da una barca più grande e utilizzati per la pesca, da questi si espandevano le reti, poi i pesci venivano raccolti. Tutto il lavoro veniva fatto senza altre attrezzature, tutto a mano. I battelli a tre remi sono precedenti alle lancette, imbarcazioni più grandi. I marinai li utilizzavano anche per le nasse, una specie di retine che venivano posizionate per pescare alcuni tipi di pesce.”.

A San Benedetto c’erano alcune famiglie note che possedevano le lancette come per esempio la Pannellètte soprannome della famiglia Merlini si ricorda di alcune famiglie famose di Martinsicuro?

“Sono diverse le famiglie che possedevano i battelli a tre remi: Pizzichì soprannome della famiglia Di Fabio, Minill della famiglia Tormenti, Falichì della famiglia Vallese e tante altre,  le quali possedevano anche le Lancette (imbarcazione a vela) . La sera queste imbarcazioni venivano posizionate nella darsena del fiume Tronto. Interessante erano le gare che i pescatori di queste casate facevano la sera quando cessando il lavoro tornavano dal mare. Erano delle vere e proprie gare e chi tornava prima era il vincitore”.

Quindi Sono 25 anni che si tramanda questa tradizione dei battelli a tre remi?

“25 anni fa su iniziativa del sindaco Abramo Micozzi, docente di matematica e figlio di una famiglia marinara, insieme ai comitati di quartiere di Martinsicuro e Villa Rosa, iniziarono le gare tra i quartieri. I quartieri furono dotati ciascuno di un battello di legno a tre remi, identici a quelli usati dai pescatori di tanti anni fa. Iniziarono così le gare tra i quartieri delle due cittadine e sempre lo stesso sindaco, professor Micozzi, venuto a mancare qualche anno, procurò all’A.R.M. un’imbarcazione a 10 remi per gli allenamenti, oltre ai battellini a tre remi che sono quelli con cui si fanno le gare qui a Martinsicuro. Il battello a 10 remi serve per allenarsi per poi partecipare alle gare di gonfalone in tutta Italia: a Pescara, a Molfetta, a Giovinazzo, a Termoli, anche in Sicilia. In quest’ultima località, la squadra di Martinsicuro, ha riportato sempre delle belle posizioni arrivando a volte prima, altre volte seconda”.

Oggi chi sono i proprietari di queste imbarcazioni utilizzate per eventi e corsi?

“I battelli a tre remi sono di proprietà del Comune di Martinsicuro, l’A.R.M. li tiene in comodato d’uso gratuito, le gestisce, provvede alla manutenzione, perché essendo di legno richiedono una manutenzione costante”.

Gli equipaggi dei battelli a tre remi sono esclusivamente maschili?

Assolutamente no, sono anche femminili, anzi negli ultimi anni le donne sono aumentate. Dall’ultima riunione dell’A.R.M. risulta addirittura che ci molte donne bravissime a remare in questi battelli e sono attualmente di numero superiore a quelle degli uomini”.

Dottor Di Francesco perché secondo lei le persone si avvicinano a questo sport?

Negli ultimi anni questo sport ha richiamato l’interesse di molti giovani, in fondo si tratta di una vera e propria disciplina che mette in contatto con il mare, dà la possibilità di socializzare e divertirsi. Infatti a fine allenamento si organizza sempre un evento conviviale, come del resto fanno tutte le associazioni. Come dicevo è comunque una disciplina quindi remare e far muovere una barca che credo pesi circa tre quintali, senza motore, e farla andare a una certa velocità ci vuole impegno nell’allenamento, ma nello stesso tempo da tanta felicità”.

Chi desiderasse iscriversi al corso può telefonare al presidente dell’A.R.M. Luigi Ritrovati al numero telefonico: 348 8546938. Il corso è aperto a tutti, uomini, donne a partire dai 18 anni di età.