SAN BENEDETTO – Di seguito, nel virgolettato, la posizione della consigliera regionale Anna Casini.

“Grande propaganda per l’apertura dell’ambulatorio di urologia a San Benedetto: un’azione giusta e utile se nei due ospedali ci fosse almeno un reparto di urologia. I cittadini devono sapere che nella nostra AST non esiste un reparto di Urologia e, malgrado le richieste, le interrogazioni all’assessore regionale e le proteste, dopo anni ancora i pazienti urologici vengono “appoggiati” nel reparto di chirurgia del Mazzoni ad Ascoli Piceno.

Questo ovviamente determina complicazioni organizzative e assistenziali, disagi per i pazienti ricoverati e per gli operatori, ma soprattutto l’impossibilità di ridurre le liste d’attesa. Allora cosa si “inventa” chi dirige la sanità pubblica del Piceno? Un bell’ambulatorio nel quale, a quanto si apprende sui giornali, un medico lavorerà solo il martedì e mercoledì.

A quest’ultimo auguriamo tanta salute e pazienza visto che evidentemente non farà ferie, ma purtroppo non potrà, malgrado la sua professionalità, risolvere l’imbuto determinato dalla mancanza di un reparto dove ricoverare i pazienti che avranno bisogno di essere operati.

Il venerdì e il sabato l’ambulatorio sarà coperto dagli urologi di Ascoli, ma senza ulteriori risorse (con l’attuale organico già in sofferenza rispetto ai carichi di lavoro), quindi durante i periodi di ferie o in caso di malattia uno tra quelli di San Benedetto o Ascoli dovranno essere chiusi. Lo sforzo chiesto al personale sarà immane e non aggiungerà alcun beneficio ai pazienti! Un’altra trovata per spostare l’attenzione dal vero problema e per evitare di risolverlo. Eppure gli spazi per aprire in tempi brevi il reparto di Urologia ci sarebbero, ma evidentemente non esiste la volontà politica e amministrativa di dare questo servizio (obbligatorio in un ospedale di primo livello) ai cittadini piceni.

Piuttosto il robot per eseguire gli interventi che fine ha fatto? Un’altra promessa non mantenuta”.