ASCOLI PICENO – Dopo che la Regione Marche ha stanziato 1,1 milioni di euro in più rispetto al tetto di spesa, grazie a questa mobilitazione che va avanti da mesi, l’AST manda a casa ulteriori 41 lavoratori con la pubblicazione del Piano del Fabbisogno del personale.

La carenza di personale costringe i lavoratori ad affrontare rischi clinici elevati e carichi di lavoro insostenibili. Reparti con complessità assistenziale elevata si trovano ad avere un solo infermiere, o addirittura reparti privi di OSS durante la notte o solo un’unità per assistere 27 pazienti.

Nonostante ciò, la dirigenza AST AP sembra ignorare le richieste di stabilizzazione immediata del personale idoneo e di assunzioni stabili di nuove unità, indispensabili per garantire la stabilità ai lavoratori e al sistema sanitario pubblico nel territorio del Piceno. Diritti negati da anni, come “tempo divisa”, buoni pasto, festivi infrasettimanali, riposo, e vita privata.

I lavoratori precari vengono sfruttati e spostati come pedine, mentre quelli a tempo indeterminato sono costretti a dimettersi, viste le condizioni di lavoro, per cercare opportunità all’estero. Nel frattempo, la sanità pubblica è inesorabilmente in declino, insieme ai sacrosanti diritti dei lavoratori. La Dirigenza AST di Ascoli Piceno sembra concentrarsi esclusivamente sulla pubblicazione mediatica delle nomine dei Direttori, ignorando completamente il ruolo fondamentale dei lavoratori, che costituiscono la spina dorsale del sistema sanitario pubblico.

Finalmente, la RSU sembra aver preso atto che la situazione è insostenibile, riconoscendo la validità delle suddette posizioni, e aver sospeso lo stato di agitazione è stato un errore. L’augurio, che le altre sigle sindacali si siano risvegliate dal loro lungo torpore.

La messa in sciopero, al momento sembra essere l’unica risposta per difendere i lavoratori della sanità pubblica del Piceno.