FERMO – Nella giornata di oggi, la Polizia di Fermo ha eseguito un provvedimento di sorveglianza speciale nei confronti di un cittadino altidonese.
Questi, poco più che quarantenne, si è reso autore di una serie innumerevole di atti persecutori nei confronti di una donna fermana.
Il provvedimento si è reso necessario in virtù delle plurime
condotte vessatorie e persecutorie dell’uomo, messe in atto dal giugno del 2022.
Tali comportamenti erano rivolti non solo ai danni della donna fermana, ma anche nei confronti di numerose altre donne, residenti in diverse provincie italiane.
Trattasi di vittime che l’uomo molestava sistematicamente, con telefonate, invio di messaggi o video a sfondo sessuale utilizzando le piattaforme social o di messaggistica istantanea.
In pochi mesi, aveva sottoposto le malcapitate a ripetute molestie che non si erano fermate nemmeno di fronte ai provvedimenti di Ammonimento per atti persecutori.
Questi gli erano stati notificati successivamente alla denuncia sporta da altre due donne residenti, stavolta, in questa Provincia.
Infatti l’uomo, incurante di ogni denuncia e provvedimento, continuava nei suoi comportamenti molesti reiterandoli continuamente.
Questi hanno indoitto, nei confronti dell’ultima vittima fermana, un forte stato di prostrazione psicologica.
Di qui la misura massima della Sorvegliaza Speciale del codice antimafia che prevede appunto la possibilità per l’Autorità Provinciale di P.S. di adire il tribunale distrettuale di Ancona al fine di ottenere la predetta misura per molestie persecutorie.
Tale misura costituisce il provvedimento più grave fra i provvedimenti di prevenzione previsti dal codice antimafia, introdotta da alcuni anni.
Quest’ultima prevede numerose e efficaci prescrizioni fra cui il divieto di avvicinamento alla vittima, l’obbligo di rincasare ad una certa ora e di non uscire prima delle 7 del mattino e soprattutto l’obbligo di recarsi presso un ufficio di Polizia ad orari prestabiliti due giorni a settimana e si differenzia notevolmente dall’ammonimento che rappresenta semplicemente un invito a cambiare condotta.
Infatti nel caso di specie ha superato la soglia di disvalore minimo prevista dal provvedimento di ammonimento citato, avendo l’uomo commesso atti gravi e reiterati.
Il provvedimento avrà la durata di tre anni e, in caso di eventuali ulteriori violazioni, potrà essere aggravato sino alla durata di 5 anni.
Nel qual caso l’eventuale prescrizione dell’obbligo o del divieto di soggiorno nel comune di residenza, prevedendosi, in caso di violazioni, anche l’arresto fuori dei casi di flagranza o il fermo di indiziato di reato.
Al momento della notifica, il personale di Polizia ha illustrato i percorsi da seguire presso le strutture specializzate della provincia in materia di gestione dei soggetti maltrattanti, ove poter intraprendere un’attività di riconsiderazione dei propri agiti su base volontaria.

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