SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Presso il circolo “Mare Bunazz”, si è svolto il 20 settembre l’iniziativa del Pd “Sanità pubblica, come salvarla?“. Segue una nota del Pd di San Benedetto.

“L’incontro ha visto una grossa partecipazioni di cittadini con presenza di alcuni medici ed operatori sanitari, pertanto il PD si ritiene estremamente soddisfatto.

Tra i relatori due tra i maggiori esperti di medicina ospedaliera e territoriale, Il dott . Claudio Maffei e il dott. Franco Pesaresi. La discussione, ha messo in evidenza le difficoltà del Servizio Sanitario Nazionale perché sotto finanziato e poco efficiente, pertanto il PD a livello nazionale si sta battendo affinché il fondo sanitario sia aumentato avvicinandolo alla media europea.

Gli interventi dei relatori si sono focalizzati sulle criticità della sanità regionale e del Piceno, analizzando il PSSR sia per la parte ospedaliera che territoriale.

Per la parte ospedaliera, è stato evidenziato come questo piano è in netto contrasto con le norme nazionali (decreto 70) che regolamentano la distribuzione della rete ospedaliera. Infatti si prevede la riapertura di piccoli ospedali con relativi P.S. in evidente contrasto con le norme, con spreco di denaro pubblico senza nessun vantaggio per i cittadini. Inoltre non si dice dove andranno reperiti medici ed infermieri per rendere attive e sicure queste strutture Scelte fatte per evidenti vantaggi elettorali.

Stessa cosa si fa per la medicina territoriale nello specifico per le case di comunità ed ospedali di comunità finanziate dal PNRR. Distribuzione senza criterio, sulla base di spinte locali e bacini elettorali da accontentare. Nel Piceno le criticità e la confusione superano di gran lunga le altre provincie.

Infatti, mentre nelle altre provincie, si sa quale sarà l’assetto definitivo della rete ospedaliera. Si stanno costruendo i nuovi ospedali. (Fermo, Macerata, Pesaro), nella provincia di Ascoli, dopo aver rinunciato al nuovo ospedale del Piceno, la regione sta proponendo un “ospedale su due plessi”.

Questa formula non è prevista da nessuna norma, e comunque sarebbe la peggiore organizzazione possibile per un ospedale. I danni maggiori li subirebbero i cittadini malati del Piceno, e gli operatori (soprattutto) medici che sarebbero costretti ad operare in ospedali incompleti e pieni di criticità.

Per quando riguarda la medicina territoriale, le norme prevedrebbero 4 case della comunità hub (aperte 12/24 ore) e questo piano ne prevede solo 2 e diverse spoke con attività più limitata, e di queste si fa solo riferimento a quella di Offida mentre le altre non sono menzionate e pertanto non finanziate. Insomma una serie di criticità che si vanno a sommare alle difficoltà del sistema a livello nazionale. Nel frattempo vi è stato un taglio delle strutture territoriali per effetto della revisione del PNRR a livello nazionale pertanto anche a livello regionale si subiranno dei tagli. Il tema delle liste d’attesa che questo piano non affronta minimamente, è stato sollevato da alcuni interventi del pubblico.

Dopo le relazioni iniziali, ci sono stati diversi interventi dalla platea come detto molto numerosa e qualificata. Interventi di medici, politici e semplici cittadini. Sulla questione ospedaliera, che riempie le cronache di questi giorni, vi sono stati diversi interventi tutti concordi nel bocciare la soluzione che si va delineando “ospedale unico su due plessi”, in particolare l’intervento appassionato dell’ex direttore dell’allora ASL di Ascoli ing. Maresca, il quale ha fatto rilevare come sia anacronistico e dannoso oggi frammentare la sanità ospedaliera. Oltre all’aspetto puramente socio-sanitario, la decisione di costruire il “plesso” di San benedetto nell’area di Ragnola, solleva una questione urbanistica ed ambientale anche se non era il tema di questo incontro ed è stato sollevata giustamente nell’intervento del presidente del comitato “fermiamo il consumo del suolo”.

Decidere di fare un struttura ospedaliera nel centro della città cementando uno dei pochi spazi verdi rimasti non ci sembra una scelta oculata. Infatti tutti gli ospedali realizzati in Italia negli ultimi 30 anni, sono lontani dai centri abitati in spazi molto ampi. Anche questo argomento ha riscosso l’approvazione dei presenti. Il PD di San Benedetto e di tutto il Piceno continuerà nella sua azione di denuncia e di proposta, affinché tutto il territorio Piceno non subisca questo deterioramento della sanità ospedaliera bloccando questo progetto assurdo, folle e contro ogni logica medica e scientifica. Ospedale su due plessi. Contemporaneamente vigilerà affinché le strutture territoriali siano numericamente in linea con i parametri dettati dalle norme vigenti.