SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non esiste pandemia in grado di scalfire la passione di Jessica Hélène Mattoni per la ginnastica artistica. Lei su quella pedana e su quegli attrezzi ci è nata, ci è rimasta per 25 anni e punta a restarci ancora un altro po’, consapevole di non aver esaurito le scorte di energia e determinazione necessarie per affrontare al meglio lo sport che l’ha resa celebre.

La sua carriera è decollata nel 2010 con la convocazione in Nazionale italiana. Da lì è stato un crescendo: ottavo posto ai Mondiali di Rotterdam del 2010, partecipazione al programma in onda su MTV “Ginnaste – Vite parallele” nel 2011, seconda piazza alla gara preolimpica del 2012. Peccato per il mancato inserimento nella formazione che ha partecipato alle Olimpiadi di Londra, ma, si sa, la vita non è sempre giusta.

Una carriera ricca di soddisfazioni e, ahimè, infortuni, un percorso a cui oggi Jessica guarda con orgoglio e consapevolezza, forte dell’esperienza maturata in tanti anni passati a cadere e rialzarsi. Ma l’avventura non è ancora finita: la libellula di San Benedetto del Tronto ha ancora qualcosa da dire e con saggezza e maturità guida la squadra della World Sporting Academy che lotta per lo scudetto italiano nel Campionato di Serie A1.

La abbiamo intervistata per fare un punto della situazione dopo lo stop dovuto al Covid-19 e per scoprire di più sulla sua vita oltre la ginnastica.

Jessica, come hai vissuto il periodo di lockdown?

“Non è stata una situazione facile da gestire, perché a casa, non avendo gli attrezzi e le pedane per saltare, abbiamo potuto fare solo preparazione fisica, mobilità articolare e coreografia, sacrificando tutta la parte tecnica e l’acrobatica. Oltre a questo, due o tre volte alla settimana mandavamo i video tutorial e gli esercizi alle altre atlete e agli altri atleti della società, in modo da non farli stare fermi. Abbiamo fatto il possibile viste le condizioni in cui eravamo”.

Quanto può incidere sulla preparazione di una ginnasta un periodo di stop così lungo? 

“Tanto, considerando che il tono muscolare scende già dopo una settimana di pausa. A parte Maria Vittoria, che è stata ferma dieci giorni, noi siamo state a casa due-tre mesi e quando siamo tornate in palestra abbiamo dovuto ricominciare tutto da capo. Sono certa comunque che anche le ragazze in preparazione per le Olimpiadi hanno incontrato delle difficoltà, dovute, tra le altre cose, a questo clima di incertezza. Non è facile mantenere sempre lo stesso stato di forma a lungo, quindi spero che i Giochi il prossimo anno si facciano“.

Sei stata tanti anni in Nazionale e ora c’è la tua compagna di squadra Maria Vittoria Cocciolo. Quali sono i consigli che ti senti di darle?

“Quello che posso consigliarle è di perseverare, continuare a lavorare, non mollare e farsi trovare pronta al momento giusto“.

Come giudicheresti il tuo stato di forma attuale?

“Durante la quarantena ho perso completamente la forma. Quando sono rientrata, per un mese ho lavorato sulla preparazione fisica e sulla mobilità, poi ho iniziato a riprendere tutti gli elementi degli esercizi che porto nel Campionato di Serie A1“.

Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione?

“Al livello individuale, mi piacerebbe consolidare gli elementi nuovi che sto studiando in questo periodo. Con la squadra puntiamo a classificarci tra le prime sei nel Campionato, in modo da accedere alla Final Six. Quest’anno la formula è diversa, nell’ultima tappa ci saranno scontri diretti tra ginnaste. A mio avviso è più stimolante”.

Hai vinto una borsa di studio per un corso di massofisioterapia organizzato dalla Federginnastica. Come sta andando?

“Lo studio procede bene, a breve dovrò sostenere l’esame per accedere al secondo anno. Devo dire che sono piuttosto brava a organizzarmi con gli allenamenti. Studio la mattina prima di andare in palestra, poi in pausa pranzo e infine la sera. Faccio tutte sedute da un’ora”.

Ti piacerebbe lavorare come massofisioterapista una volta terminata la carriera da ginnasta?

“Sì, ho sempre pensato al connubio tra ginnastica artistica e massofisioterapia come a una coppia vincente. Ho iniziato a interessarmi a questa disciplina a seguito dei vari problemi fisici che ho avuto e penso che in futuro potrei essere d’aiuto ad altre ginnaste, vista anche la mia esperienza sul campo gara”.

Dopo 25 anni di carriera pensi di ritirarti?

“Per ora non ci penso. Mi sto concentrando sulla preparazione per il Campionato di Serie A1 e poi farò le mie valutazioni. Non ho ancora preso nessuna decisione. Il fisico di una ginnasta cambia molto nel corso degli anni, si perde l’elasticità, si sentono di più i dolori, la preparazione fisica e la mobilità articolare devono aumentare, ma tutto sommato mi sento ancora bene, quindi non mi pongo limiti“.


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