SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tanto parlare, ma si è ancora in attesa delle regole. La stagione estiva 2020 si preannuncia difficile per il turismo ma oltre che gli aspetti economici, messi in crisi dall’emergenza coronavirus, ci sono anche interessi ricreativi, ludici e relativi alla sicurezza sanitaria dei quali si terrà conto per organizzare la gestione delle spiagge nei mesi estivi.

Al momento, tuttavia, non ci sono indicazioni ufficiali o ufficiose. Nei giorni scorsi il comandante della Capitaneria di Porto di San Benedetto Mauro Colarossi si è interfacciato, in videoconferenza, con la Prefettura e alcuni dei sindaci dell’area del suo compartimento marittimo ma anche alcuni dei rappresentanti delle associazioni dei balneatori, dicendosi pronto ad un confronto per giungere ad una ordinanza che, per forza di cose, sarà difforme da quella degli anni precedenti.

Tuttavia, prima di avviare la discussione, si attendono almeno delle linee guida a livello regionale. Si può prevedere che la questione si in fase di analisi presso la task force governativa presieduta da Vittorio Colao; tuttavia è anche facile prevedere che in questo momento si sia al lavoro per definire il ritorno al lavoro nelle imprese a partire dal 4 maggio, quando l’Italia dovrebbe entrare nella “Fase 2“, e che gli aspetti concernenti la stagione estiva e la fruizione delle spiagge saranno studiati immediatamente dopo. Il mese di maggio, infatti, è dato totalmente per perso rispetto al turismo almeno per come lo conosciamo, ma si spera che dal 1° giugno si possano riaprire le strutture.

“La stagione turistica in qualche modo si farà” conferma infatti Colarossi, anche valutando come, da diversi giorni, i titolari degli stabilimenti balneari sono stati autorizzati a riprendere i lavori di messa a punto delle strutture proprio in vista dell’estate. Al momento non si sa bene come e per l’inizio di maggio si attendono indicazioni. Ciò che è circolato in questi giorni (a partire dalle fantasiose separazioni in plexiglass tra gli ombrelloni), infatti, rappresenta soltanto  supposizioni che potrebbero non corrispondere alla realtà.

La distanza che si prevede aumentata tra gli ombrelloni, le regole di entrata e di uscita dagli stabilimenti, la fruizione degli spazi comuni come spogliatoi, docce, toilette, passaggi, per arrivare alla semplice passeggiata sulla riva del mare o ad eventuali affollamenti, sono tutti aspetti che dovranno essere valutati a livello centrale e poi applicati con la flessibilità necessaria nelle differenti zone d’Italia.

Senza dimenticare che il rispetto di ogni regola presuppone che vi sia un controllore e una sanzione: e vi è il dubbio che a doverla far rispettare debba essere il concessionario di spiaggia o un rappresentante delle forze dell’ordine. Importante sarà inoltre capire in che modo le misure di sicurezza verranno fatte rispettare nelle spiagge dove l’ingresso è notoriamente libero per cui anche un eventuale contingentamento degli ingressi potrebbe risultare difficile.


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