SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il segretario del Pd di San Benedetto Edward Alfonsi lascia il suo incarico dopo settimane di polemiche e di voci su mozioni di sfiducia nei suoi confronti. Lo fa riservando più di una critica al suo partito, definito sostanzialmente diviso e pieno di “ingerenze esterne”.

L’ormai ex segretario assunse l’incarico, da unico candidato, a inizio del 2017 “per ricostruire un Pd dilaniato dopo la cocente sconfitta alle precedenti elezioni comunali” scrive oggi Alfonsi in una amara nota stampa. Poi l’attacco nei confronti di, li definisce lui, “personaggi esterni”: “I metodi arroganti ed escludenti, provenienti e fomentati da fuori San Benedetto, di chi è sempre stato seriale fabbricatore di divisioni e di esclusioni, hanno trovato il modo di radicarsi in città, danneggiando il partito e la politica stessa”.

“Le fallimentari politiche di divisione hanno portato a diverse sconfitte in importanti comuni della provincia che prima erano amministrati dal Pd, nonché alle dimissioni di due sindaci: di Appignano e di Monteprandone” continua Alfonsi che ne ha anche sul tema Sanità e Nuovo Ospedale e Centro Agroalimentare: “Anche sulle scelte sul futuro della città e del territorio, le ingerenze esterne hanno portato a delle indicazioni programmatiche poco comprensibili dalla popolazione”.

“C’è bisogno di uno spirito inclusivo ed innovativo che invece non ho riscontrato nel Pd piceno e che non mi permette di continuare nel mio incarico di segretario” l’amara conclusione di Alfonsi che in ogni caso non abbandona la nave promettendo di continuare a dare il suo contributo. “Zingaretti in questi giorni propone un partito nuovo aperto al civismo, agli ambientalisti e a nuove esperienze come quelle delle “sardine”. Mi riconosco in questo sforzo” chiosa l’ormai ex segretario.


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