SAN BENEDETTO DEL TRONTO  – “C’è stato uno scontro leale ma con parole forti fra me e il sindaco Piunti. Non possiamo accettare il nuovo regolamento sui dehors, siamo fortemente contrari alla bozza predisposta dagli uffici”: a parlare è il presidente della Confesercenti provinciale Sandro Assenti che oggi, assieme agli altri rappresentanti di categoria (presente anche Confcommercio), ha incontrato l’Amministrazione per discutere del nuovo regolamento dei dehors, fortemente osteggiato dai gestori dei locali che in molti casi rischiano di dire addio ai gazebo. Almeno per come sono strutturati adesso.

A mettere fretta ai portatori di interesse le intenzioni della maggioranza che vuole inviare entro la fine dell’anno la bozza alla Soprintendenza per poi avviare l’iter di approvazione delle nuove regole a inizio 2019. “Avremmo voluto un incontro a tre fra noi,  gli uffici di Ancona e Piunti per capire dove sta la verità e smetterla con lo “scaricabarile” – chiosa Assenti – ma arrivati a questo ho dei dubbi che entro il 31 dicembre faremo in tempo a incontrarci”.

Come noto Confesercenti ha già inviato la sua proposta al Comune che prevede una serie di correttivi alla bozza che Piunti vorrebbe approvare. Nello specifico si chiede di poter aver più spazio (il 50% della superficie interna all’esterno ma nella bozza è previsto il 40%), la possibilità di avere maggior “gioco” sui colori degli arredi e una serie di richieste che coinvolgono la viabilità. “Vorremmo poter mantenere i dehors anche negli stalli dei parcheggi se non creano disagi al traffico” ci dice Assenti.

“Il sindaco vuole vincere 3-0 e non capiamo perché” continua il presidente di Confesercenti che spiega la metafora calcistica. “Piunti ha sempre detto che le sue priorità sono la sicurezza e la fruibilità. Allora perché questo accanimento sulle superfici dei dehors?”. Assenti, che definisce il nuovo regolamento “arma per la competitività turistica di San Benedetto che rischia di creare enormi danni se verrà approvato così”, lancia anche la sfida al Sindaco: “Noi abbiamo proposto 36 mesi di proroga mentre l’Amministrazione 18 mesi. Sono tentato ad avallare questa scelta: voglio vedere se si prendono la responsabilità di far apporre i sigilli a tutti i locali sotto il loro mandato”.


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