SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Da qualche giorno a San Benedetto è arrivato il circo degli animali. Il popolo animalista, anche sul web, si è già parzialmente espresso, e in diversi si sono schierati contro. Adesso arriva una protesta più politica con “La Foresta che Avanza” che ha appeso uno striscione con scritto “No al circo degli animali”.

Questo il comunicato che il gruppo ha allegato alla protesta.

“Anche in questa occasione, come già avvenuto in passato, vogliamo sensibilizzare i cittadini sambenedettesi sul tema dei circhi con l’utilizzo degli animali negli spettacoli – afferma nella nota Anna Anastasi, responsabile regionale della Foresta che Avanza – denunciando come spesso gli animali vengano sottoposti, nella pratica circense, a sofferenze e umiliazioni che annientano la loro natura”. “Una pratica barbara, questa, che educa al cinismo gli spettatori più giovani e fa perdere al bambino la percezione della reale essenza degli animali, i quali verranno visti da quel momento come semplici oggetti di divertimento e di sfruttamento – continua la Anastasi – con la complicità dello Stato che elargisce cospicui finanziamenti pubblici”.

“La nostra azione di sensibilizzazione vuole altresì portare a conoscenza i cittadini e l’amministrazione sambenedettese dell’esistenza, dallo scorso 8 novembre, di una legge delega che riordina il settore dello spettacolo – prosegue la responsabile della Foresta che Avanza – e che prevede anche in Italia il graduale superamento della presenza degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti. Una legge che sancisce giuridicamente la battaglia che da sempre conduciamo contro lo sfruttamento degli animali a fini ludici”. “Nel sostenere l’assoluta necessità che lo Stato abolisca ogni forma di finanziamento ai circhi con animali – conclude nella nota Anna Anastasi – chiediamo alla giunta comunale di vietare, per i mesi a venire, il transito nella nostra città di questi carrozzoni di sofferenza e di sfruttamento, adeguandosi alle nuove direttive che accordano all’animale la dignità che finora gli è stata negata”.


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