ANCONA – E’ finita da poco l’udienza davanti al Tar Marche, che deve decidere sulla competenza territoriale del ricorso di oltre 40 cittadini capeggiati dal consigliere regionale Peppe Giorgini contro il decreto ministeriale del 2014 che concedeva la compatibilità ambientale al progetto della Gas Plus. Quello di Giorgini e degli altri era l’unico ricorso rimasto in piedi dopo che quelli del Comune di San Benedetto e dell’associazione Ambiente e Salute del Piceno non erano andati a buon fine.

Presenti all’udienza anconetana, oltre al consigliere pentastellato Giorgini, anche Massimo Bartolozzi (attivista proprio dell’associazione Ambiente e Salute) e gli avvocati dei Comuni di San Benedetto, Grottammare e Monteprandone che avevano presentato qualche tempo fa delle memorie “in adiuvandum” all’impugnazione principale e sulla cui ammissibilità lo stesso Tar si dovrà esprimere.

Nel corso dell’udienza, in cui hanno trovato spazio anche le memorie delle parti e che doveva celebrarsi a mezzogiorno (ma fra ritardi e sospensioni la trattazione è arrivata solo nel tardo pomeriggio n.d.r) la Regione Marche ha ribadito che era obbligata a concedere la Via, in quanto atto tecnico, ma che non concederà l’intesa “politica” per il progetto dell’Agraria quando siederà in sede di conferenza dei servizi decisoria con il Ministero.

Il collegio di Ancona solo fra qualche giorno darà il responso sulla sua competenza territoriale anche se nel corso dell’udienza, sia gli avvocati di Gas Plus che quelli della Regione, avrebbero espresso il loro parere di incompetenza del Tar Marche (presuppone lo spostamento presso il Tar Lazio perché l’atto impugnato è del Ministero) sulla questione con gli avvocati dei ricorrenti che ovviamente erano di parere opposto visto che, per loro, la competenza dei giudici di Ancona è dettata dagli interessi dei cittadini dell’area che dovrebbe essere interessata dallo stoccaggio. Ma c’è di più: per gli avvocati dei francesi il Ministero potrebbe agire lo stesso e dare semaforo verde al progetto anche senza l’intesa della Regione. I legali dei francesi, in ogni caso, hanno rifiutato di far mettere agli atti del processo (fuori dai termini, quindi serviva il consenso delle parti) sia la delibera della Giunta Spacca che nel 2013 diceva no all’intesa Stato-Regione, sia la mozione del 2016 a firma dello stesso Giorgini e con un contenuto simile, che fu approvata all’unanimità dall’assemblea legislativa di Ancona.

Nel corso della discussione, infine, l’avvocato dei 40 ricorrenti ha parlato a lungo della sicurezza di un comprensorio di 80 mila abitanti e degli aspetti tecnici del progetto. “In particolare del fatto che non ci sono i presupposti geologici per un progetto di Stoccaggio in quel territorio, per porosità e permeabilità del sottosuolo” afferma a Riviera Oggi Peppe Giorgini. Il fronte sambenedettese, poi, ha fatto presente tramite i legali la consistenza o inconsistenza se vogliamo (di appena 20 milioni di euro) del capitale sociale di Gas Plus Storage (la società titolare del progetto). Un’istanza più volte fatta presente negli anni dagli oppositori al progetto francese.

 

 

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