SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sulla questione dei piccoli pelagici, o pesce azzurro (per intenderci sardine e acciughe) interviene l’ex assessore Nazzareno Torquati. Lo fa con una lettera inviata ai consiglieri regionali Fabio Urbinati e Piero Celani, attivi in questi giorni per tentare, a detta loro, di strappare qualche modifica al regolamento che sta per essere partorito da Bruxelles. Il tutto finalizzato a evitare che le nuove regole comportino dei tagli sul pescato (“si rischia fino al 60% in meno” ha detto Fabio Urbinati qualche giorno fa) che potrebbero mettere in difficoltà anche i marinai sambenedettesi.

Torquati nella sua lettera parla di “necessità di trattare con Slovenia e Croazia”. I due paesi infatti, hanno le stesse quote di pescato dell’Italia che però sono sproporzionate rispetto alla loro popolazione e fabbisogno, nettamente inferiore a quella di un paese più popoloso come l’Italia. Perché succede questo? Perché la Croazia e la Slovenia destinano metà delle quote che ricevono per alimentare gli allevamenti di tonni in cattività(“enorme spreco di pescato” lo definisce Torquati), mentre i pescatori italiani immettono il pesce azzurro nel mercato (“San Benedetto e Martinsicuro producono 5 o 6 mila tonnellate” spiega Torquati “il grosso della produzione italiana è dell’Emilia Romagna” che produce dieci volte tanto).

La soluzione? “Vanno rivisti i trattati con la Croazia” scrive l’ex assessore “ma il compito è del Governo”. “Quello che può organizzare la Regione” conclude Torquati “è una conferenza internazionale che metta a fuoco il problema”.

La lettera di Nazzareno Torquati:

“Gentili consiglieri,

In allegato stralcio del recentissimo Reg. UE n. 215 del 2018 che fissa la quota di pesca di pesce azzurro per il corrente anno in 112.700 tonnellate per Italia, Slovenia e Croazia, praticamente la stessa quota del 2017.

Adesso è compito del governo italiano trattare con i due Paesi slavi la loro ripartizione, visto l’ enorme spreco di pescato, circa 20.000 tonnellate sulle 41.000 totali,  destinato all’ ingrasso dei tonni nelle gabbie situate al riparo delle loro isole.

Anche perchè è immotivata questa sproporzione tra  quantità di pescato e popolazione croata che non raggiunge i 4,5 milioni di persone.

Tenete presente che la flotta marchigiana e abruzzese sambenedettese con quella di Martinsicuro pesca annualmente intorno alle 5000/6000 tonnellate e quindi il grosso della produzione è soprattutto quella emiliana e veneta con circa 50 mila tonnellate.

Mentre da noi una parte è stagionale con le lampare negli altri casi la pesca è esclusivamente a volante e quindi non tiene conto della pezzatura regolamentare del pescato e soprattutto la tecnica radente i fondali fa incetta di pescato non propriamente definibile pelagico.

Anzi  più è piccolo e più ha la caratteristica della loro gastronomia, i famosi sardoncini fritti che si mangiano in un sol boccone.

Quindi a tirare le condizioni vanno rivisti i trattati con la Croazia e questo non può essere compito regionale ma nazionale, al massimo potete organizzare una conferenza internazionale per mettere a fuoco il problema, questo sì che sarebbe interessante fare.”

Torquati allega alla sua lettera una statistica sulle quote di pesce catturato in Italia nel 2016, divise per specie. In alto le quote del pesce azzurro. Riportiamo il grafico in Gallery

Il secondo allegato è la quota di pesce azzurro che l’Europa consente di pescare a Italia, Croazia e Slovenia: circa 112 mila tonnellate

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