TERAMO – Il presidente della Provincia di Teramo, Renzo Di Sabatino, interviene in merito al convegno che si svolgerà domani a Isola del Gran Sasso e che ha come tema il rilancio di un collegamento fra la Val Mavone e Val Vomano, fra Isola e Prati di Tivo.

“Non potrò partecipare al convegno che si svolgerà domani a Isola del Gran Sasso e al quale sono stato gentilmente invitato dal consigliere regionale Giorgio D’Ignazio, un convegno organizzato per rilanciare l’ipotesi di un collegamento fra la valle del Mavone e quella del Gran Sasso, fra Isola e Prati di Tivo” dichiara Di Sabatino che aggiunge: “Me ne dispiace perché per la Provincia sarebbe stata l’occasione per fare il punto su una questione irrisolta e che, a mio avviso, è prioritaria rispetto a qualsiasi altro nuovo progetto e sto parlando del presente e del futuro della stazione turistica di Prati di Tivo. In queste ore la Gran Sasso spa, società in liquidazione partecipata dalla Provincia, dalla Regione, dalla Camera di Commercio, dai Comuni e dalle Università separate sta selezionando personale per riaprire la cabinovia. In questi anni ci siamo fatti carico di molte gestioni in passivo: anche se la Provincia è proprietaria della struttura ma non ha più la competenza in materia di turismo. Non si può continuare a ragionare con modalità emergenziali, siamo anche a corto di soluzioni “creative” per assicurare la gestione della cabinovia e degli impianti, senza i quali, mi pare ovvio, la stazione turistica muore. Il Gran Sasso è un distretto e bene ha fatto la Regione a ricomprendere in questo distretto sia il versante teramano che quello aquilano per uscire da queste secche che perdurano da troppi anni determinando una vera e propria emorragia di turisti e presenze, dobbiamo, ora, non domani, ragionare in termini di Piano d’area, di programmazione a breve, medio e lungo termine evitando gli errori del passato con soluzioni estemporanee e scardinando i localismi. Non ho dubbi che quello del collegamento con la valle del Mavone sia un tema ma se non ri-creiamo il “prodotto” montagna, consentendo a operatori e associazioni di conquistarsi il pane con il quale far vivere le loro attività, non avremo nulla da offrire ai potenziali visitatori. In una scala di priorità questo non può che essere il primo tema: insieme alla sentieristica, ai servizi di accoglienza e alla salvaguardia del patrimonio ambientale rappresentato da questo “monumento” della natura. Mi auguro che tutti gli attori non ci lascino soli a dipanare la matassa”.

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