SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Biglietto di sola andata, per il ritorno si aspetta. Il terremoto che ha colpito gli Appennini a partire dal 24 agosto, con quasi trecento morti tra Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto e danni poi estesi a quattro regioni, sta adesso ridisegnando con ulteriore violenza le comunità direttamente coinvolte. Un po’ per effetto del sisma, ovviamente, un po’ per l’inazione delle istituzioni (clicca qui per leggere intervista dell’ex sindaco di Serravalle Venanzo Ronchetti).

Si sta dunque assistendo ad una emigrazione dalle zone più vulnerabili alla costa, in particolar modo verso San Benedetto del Tronto, Porto d’Ascoli soprattutto. Se in questo momento diversi alberghi della Riviera delle Palme e del vicino Abruzzo ospitano migliaia di cittadini che non hanno più una casa, si sta verificando anche un fenomeno di incremento notevole di richieste di appartamenti in affitto.

“Registriamo una fortissima richiesta – spiega Gianni Spina, titolare dell’agenzia immobiliare Spina & Marchei di San Benedetto – Al momento soprattutto a tempo determinato: parliamo di uno o due mesi, al massimo fino a maggio. Vengono affittati soprattutto appartamenti che solitamente sono adoperati nel periodo estivo per esigenze turistiche, quindi anche quelli dei residence”.

“Non sono soltanto famiglie che hanno subito dei danni alla loro abitazione, a chiedere locazioni sulla costa. Abbiamo molti residenti di Ascoli e di tutta la zona montana prossima ad Ascoli che chiedono un appartamento in affitto a San Benedetto, perché hanno paura del terremoto – continua Spina – Parliamo di persone che magari vivono nel centro storico di Ascoli, dove le abitazioni sono antiche e ovviamente non antisismiche. Non è solo una questione di paura dei crolli, è proprio un timore psicologico legato al sentire continuamente le scosse. Per precauzione hanno preferito spostarsi temporaneamente”.

Riesce a stimare quanti appartamenti sono ora in affitto per questioni legate al terremoto?

“Non è facile: non tutti passano attraverso le agenzie, ci sono anche accordi tra privati. Posso dire che sono moltissimi, e oramai non ne restano disponibili pochi. Ad ogni modo basta girare per le strade di San Benedetto e si incontrano tantissime persone nuove: ci siamo abituati d’estate con i turisti, non certo a gennaio”.

L’aumento delle richieste ha portato ad un aumento dei prezzi?

“Non direi, il costo medio resta di 400-500 euro, non è aumentato rispetto al passato. Parliamo ovviamente di affitti invernali, perché ad agosto i prezzi sono ben diversi. Questi appartamenti, per il periodo invernale, erano spesso fuori mercato e restavano vuoti”.

La richiesta è concentrata su San Benedetto e in particolare l’area più prossima al lungomare di Porto d’Ascoli?

“Sì, perché Porto d’Ascoli è la zona dove ci sono più appartamenti che abitualmente si affittano d’estate. Il fenomeno non investe, se non del tutto marginalmente, Grottammare o Cupra o la sponda abruzzese di Martinsicuro e Alba Adriatica. In molti arrivano anche da Amatrice: anche per loro San Benedetto è il luogo più ambito della costa adriatica”.

Cosa accadrà nei prossimi mesi?

“Difficile prevederlo, possiamo rintracciare due casistiche: da una parte coloro che hanno deciso di venire a San Benedetto temporaneamente, per timore delle scosse. Dunque, se non si registreranno nuovi fenomeni, torneranno nelle loro abitazioni prima dell’estate”.

Oppure?

“Una parte di queste persone potrebbe non fare ritorno nei loro paesi di origine. Prendiamo Arquata: qui il valore di un’appartamento prima del terremoto poteva oscillare tra i 30 e i 50 mila euro. Ricostruirla dunque non è un affare, perché i costi restano ma il valore è ulteriormente sceso. Se non interverrà direttamente lo Stato, in molti potrebbero rinunciare, specie se anziani, e potrebbero trasferirsi definitivamente a San Benedetto. Se una cosa del genere fosse avvenuta sulla costa, con un valore di un appartamento di 300 mila euro, allora il discorso sarebbe stato diverso, ci sarebbe stata la convenienza a investire di nuovo nella ricostruzione”.

Aumenta la richiesta di appartamenti in affitto: e per gli acquisti?

“Il fenomeno inerente al sisma sta modificando solo il mercato degli affitti, per quanto riguarda le compravendite non rileviamo novità”.

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