SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un faccia a faccia franco e diretto. In occasione della riunione del circolo nord del Pd per la composizione delle liste in vista delle elezioni amministrative, Paolo Perazzoli e Vinicio Liberati si sono ritrovati l’uno di fronte all’altro.

Alla vigilia del Consiglio Comunale che porterà a votazione le contestate delibere su Poru, Lidl e Chiesa Cristiana Evangelica, il candidato sindaco del centrosinistra non avrebbe usato troppi giri di parole. “Se ti vuoi ricandidare non puoi votare a favore, si creerebbe un problema politico”.

Insomma, Perazzoli sarebbe disponibile a mettere una pietra sopra ai conflitti degli ultimi mesi (che portarono Liberati a trattare con i ‘cespugli’ per la formazione di una lista antagonista al Pd, poi naufragata), ma non perdonerebbe un’azione che imbarazzerebbe (e inguaierebbe) la futura giunta.

L’atteggiamento in assise dei consiglieri del Pd (sotto osservazione pure il comportamento di Alessandro Zocchi), oltre che a disegnare il futuro urbanistico della città, fornirà chiare indicazioni sulla compattezza dei democrat. Senza dimenticare che qualora passassero i Poru  – seppur privi di destinazione commerciale – l’Udc ridiscuterebbe i termini dell’alleanza.

Martedì sera, la corrente sorgiana della sezione nord ha individuato in Sabrina Gregori, Anna Rosa Cianci, Alessandro Marini (non iscritto al partito) e lo stesso Liberati i suoi rappresentanti.

Al Pd, Perazzoli affiancherà la propria lista civica. Scelto il nome: sarà ‘Rinnovamento e Progresso’.

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