SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Ribadiamo il nostro convinto sostegno all’attività del personale della biblioteca Lesca e dei volontari civici che ringraziamo per il loro impegno”. E’ decisa la presa di posizione del Comune in difesa dell’iniziativa ‘Nati per leggere’, all’indomani delle proteste di alcuni genitori per la lettura della fiaba “Una bambola per Alberto”, promotrice a loro avviso dell’ideologia gender. “Invitiamo a proseguire serenamente l’ attività, forti del consenso di centinaia di bambini e dei loro genitori che, dal 2011, godono dell’ascolto di tante belle favole”.

La decisione di narrare la fiaba a bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni aveva indispettito un genitore, che aveva platealmente dissentito prima di abbandonare la biblioteca comunale.

Il Municipio ricostruisce così la vicenda: “Durante la lettura di Una bambola per Alberto, la lettrice volontaria è stata interrotta da una mamma che voleva spiegazioni sul libro. affermando che lei sapeva come andava a finire la storia che narrava di famiglie formate da due papà e un bimbo. Gli altri genitori e adulti hanno invitato la signora eventualmente a non ascoltare la storia e le hanno chiesto di zittirsi perché volevano finire di sentire, insieme ai bimbi, la favola. La favola in questione – dichiara ancora l’amministrazione – ha come protagonista un bimbo, Alberto, che desidera avere una bambola: il papà gli regala una palla da basket, un trenino elettrico, lui si diverte con questi giochi ma continua a sognare di avere una bambola e per questo viene anche preso in giro. Finché la nonna gli regala quello che desidera spiegando al figlio (cioè al papà di Alberto): “Ne ha bisogno per poterla abbracciare, cullare e per accompagnarla al parco. Così quando sarà un papà come te, saprà come prendersi cura del suo bambino, dargli da mangiare, volergli tanto bene e regalargli le cose che davvero desidera, come una bambola per esempio, per allenarsi a diventare un buon papà”. Si lascia alla valutazione del lettore la coerenza di tutto ciò con quanto affermato dalla signora”.

“Nati per leggere” è un progetto a carattere nazionale di promozione della lettura ad alta voce che intende favorire lo sviluppo nei primi anni del bambino con l’ausilio dei libri e della lettura ad alta voce, è promosso dall’alleanza tra l’Associazione Culturale Pediatri, l’Associazione Italiana Biblioteche e il Centro per la Salute del Bambino onlus. Nella biblioteca comunale il progetto è condotto direttamente dal personale dipendente che sceglie, tra gli oltre 200 volumi a disposizione, i libri da leggere insieme ai volontari civici, cittadini opportunamente formati che dal 2013 si offrono, appunto volontariamente, per dedicare il loro tempo a questo servizio.

Sull’argomento si è espressa anche Laura Olimpi, pediatra di famiglia ad Ascoli Piceno e referente regionale dell’Associazione Culturale Pediatri. La Olimpi è inoltre impegnata da anni nel programma ‘Nati per leggere’: “Tralasciando ogni considerazione sui modi scelti dalla signora per esporre le proprie idee, evidenzio che le favole rispecchiano la varietà di sensibilità degli autori e che le proposte, valutate da personale qualificato e volontari formati apposta, non possono soggiacere a censure preventive. Nel caso specifico, oltretutto, le proteste non avevano ragione di esistere in quanto il libro in questione tratta il tema della genitorialità, e specificatamente di come diventare bravi papà. Ribadisco che i pediatri sono fortemente coinvolti nel progetto per i benefici riconosciuti da evidenze scientifiche solide”.

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