Dal numero 1048 di Riviera Oggi, in edicola.

Come se il tempo non fosse mai passato e quel tormentone non avesse subito il minimo appannamento.“Splendidi! Splendide!” lo ha ripetuto anche quest’estate, a ventinove anni da quel film per la televisione che tutti, almeno una volta, hanno guardato.

In “Ferragosto Ok” Enio Drovandi era l’animatore dell’Hotel International, all’interno del quale si incrociavano le storie di clienti più o meno bizzarri. “Nel mio cuore tutto è rimasto come prima e non ho notato tante differenze”, confida Drovandi, passato per San Benedetto per ben due volte tra luglio e settembre. “Non ci ero più ritornato da quella volta. E’ sempre emozionante, in qualche modo ho rivissuto interiormente quei momenti magici. Non sono potuto restare molto in hotel e non essendo da solo non mi sono potuto fermare a risognare con la mente. Ma nel mio cuore credo di non essermi mai allontanato da quel luogo e da quel telefilm epico. I miei fan me lo ricordano sempre, ancora oggi è attuale. Arrivato in albergo ho trovato una disposizione differente da allora, mi hanno subito riconosciuto, sebbene i proprietari fossero diversi”.

Diretta da Sergio Martino, la pellicola ospitava diverse celebrità dell’epoca e starlette in ascesa: Gianni Ciardo, Mauro Di Francesco, Gegia, Alessandra Mussolini (ancora non folgorata dalla politica), Eva Grimaldi e una giovanissima Sabrina Salerno.

Fino a Drovandi, nei panni dell’intrattenitore dell’albergo che nessuno osava assecondare. Un ruolo che, inizialmente, era stato scritto per Ciardo: “Avrei dovuto interpretare il cameriere-narratore, successivamente affidato a Giorgio Vignali. Il destino e il mio talento fecero entrare di diritto Iacocca tra le maschere più belle non solo della mia carriera, ma di tutto il cinema-tv degli anni ottanta e novanta”.

“Ferragosto Ok” fu girato nella tarda primavera del 1986, in una spiaggia ancora semi-sgombra di lettini ed ombrelloni. “Complessivamente i ciak durarono sette settimane, compresi quelli a Roma. Io stetti per un mese a San Benedetto. Durante le riprese si avvertiva il puro divertimento di tutti. Il mio personaggio in particolare era amatissimo da tutta la troupe, che non vedeva l’ora che ci fossero le mie scene per godersele. Pure Sergio Martino comprese che il personaggio da vice-protagonista sarebbe invece diventato il più amato e ricordato, come infatti accadde”.

Lo stesso regista la selezionò quattro anni prima per il ruolo di cameriere in “Ricchi, ricchissimi, praticamente in mutande” nell’episodio con Lino Banfi e Janet Agren.
“Sergio credette subito in me e nelle mie possibilità di attore e caratterista, con versatilità al comico. Dopo Ferragosto Ok, non ho più partecipato ad un suo progetto con la sua regia, benché sapessi della sua stima verso di me”.

Come nacque il tormentone di Iacocca?
“Per caso. Da copione avrei dovuto dire ‘Bellissimi! Bellissime!’. Fui io a suggerire a Martino che sarebbe stato più funzionale ‘Splendidi! Splendide!’. Lui da bravo scrittore capì subito le differenze vocali e sonore e intuì che in bocca a me l’altra battuta tornava meglio, anche per la cadenza toscana. Mi accorsi immediatamente che funzionava, sul set tutti già ridevano”.

Un motto che la identifica ancora oggi.
“Una volta allo stadio Flaminio per il concerto dei Duran Duran, prima che iniziassero, al mio entrare sul prato sentii uno stadio intero urlare in coro ‘Splendidi! Splendide!’. Ricordo che mi bloccai per l’emozione, non fu facile far finta che fosse tutto normale. Una bella soddisfazione per un giovane di provincia. Toccai il cielo con un dito”.

Negli anni ottanta girò “Sapore di mare” sulla spiaggia di Forte dei Marmi e “Rimini, Rimini” nella città romagnola. Che differenze riscontrò, anche a livello di accoglienza, con San Benedetto?
“La Versilia o ancor più Rimini e compagnia, sono luoghi portatori di avventure amorose e puro divertimento. Non si va lì per il mare, così come non ci si va a Formentera o Ibiza, seppur in tutti questi luoghi l’acqua sia bella. E’ proprio il concetto di quel tipo di vacanza che è diverso. Mentre San Benedetto era, almeno allora, più una via di mezzo. Un posto per famiglie, bel mare, buona aria ed anche un po’ di divertimento. Ora non saprei dire”.

Lo scorso giugno è scomparso Silvio Spaccesi, celebre caratterista maceratese che in “Ferragosto Ok” interpretava Oreste Nardacci. Che ricordo ha di lui?
“Silvio è stato un grande maestro per tutti. Una maschera di quelle che il cinema di oggi si sogna di avere. Quando recitava non sbagliava mai battuta o tempo recitativo . Al suo livello ho visto solo Renzo Montagnani e Ugo Tognazzi”.

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